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Milano, ultima

Milano, foto di gianni montieri

Milano, foto di gianni montieri

Milano, ultima

(a Giordano, che sa)

 

Eccola la mia città, di nuovo,
comparire istante dopo istante,
tetto dopo tetto, il giallo
smunto delle case di Lambrate,
le imposte un poco consumate.

[… continua a leggere su Poetarum Silva ]

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Su Kent Haruf (due parti di un discorso)

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Una frase lunga un libro #40: Kent Haruf, Benedizione, NN editore, 2015 – traduzione Fabio Cremonesi; € 17,00, e-book € 8,99

(Prima parte di un discorso)

*

Sembra una specie di benedizione, una benedizione a doppio taglio, disse Lyle. Dad lo guardò. Eh, sì. Un sacco di volte le benedizioni non sono andate per il verso giusto. Deve averne viste parecchie nel corso della sua vita. Sono cresciuto in Kansas, nelle pianure occidentali. Ne ha visti di cambiamenti. Giusto un paio.

C’è sempre una Main Street e poi una strada che va verso i campi, e, subito dopo, i campi, e oltre i campi le montagne, e poi una macchina che svolta su una Highway, e poi una casa, una veranda, qualcuno seduto la sera in veranda a parlare o a tacere, a buttare lo sguardo fin dove è possibile. C’è sempre un silenzio più lungo di un altro, un’estate molto torrida, un temporale improvviso, il sole di nuovo e un azzurro in cielo che più limpido non si potrebbe. C’è sempre e sempre ci sarà un autunno come non l’avremo mai visto, e prima un raccolto, e delle mucche al pascolo. Ci sarà poi l’inverno e, statene certi, nevicherà, ci sarà bufera e giorni in cui nessuno dei protagonisti potrà uscire di casa. Ecco, gran parte della letteratura americana che preferisco, quella che in qualche modo ha a che fare con una specie di sacro, che è quello della terra, quello dei rituali, dei conflitti combattuti e taciuti per anni, che ha a che fare con cambiamenti soprattutto interiori, passa da molte di queste cose, da luoghi in cui non vivremmo, da azioni che non compiremmo mai, passa da Cormac McCarthy, e prima ancora da Faulkner, da Carson McCullers, e poi da John Williams, e da molti altri, passa dalla pietra e dalla religione, passa dalla morte a Dio,  e viceversa, e ora – e per sempre – passa da Kent Haruf. [continua a leggere su Poetarum Silva]

*

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Una frase lunga un libro #41: Kent Haruf, Canto della pianura, NN editore, 2015, traduzione di Fabio Cremonesi. € 18,00, ebook € 8,99

(Seconda parte di un discorso)

*

Non l’ho mai detto. Non direi mai una cosa del genere neanche se mi pagano. Mi sembrava di sì. L’avevo capita così. Era solo un pensiero, tutto qui, disse Harold. Tu non pensi mai? Sì. Ogni tanto penso qualcosa anch’io. Ecco, appunto. Ma non devo dirlo per forza. Solo perché ci sto pensando. D’accordo. Ho parlato senza pensare. Vuoi spararmi adesso o aspettare il buio?

Abbiamo cominciato a parlare di Kent Haruf con Benedizione, la scorsa settimana. Avevamo messo da parte, come fieno in cascina, alcune convinzioni, alcune certezze sulle storie e sulla sua modalità di scrittura, poi leggi Canto della pianura, e molte cose cambiano, l’orizzonte si amplia, lo scrittore dimostra di essere ancora più versatile di quel che sembrava. Sa che dove funzionano un monologo e un dialogo, possono funzionare un coro, conversazioni più lunghe. Sa che persone che per tutta la vita hanno parlato pochissimo possono sedersi una sera, a un tavolo, e mossi da tenerezza, preoccupazione e affetto cominciare a raccontare e ad ascoltare. I paragoni con McCarthy e John Williams non calzano più del tutto, soprattutto perché i paragoni non calzano quasi mai. Quello che conta è che questi scrittori sono accomunati dal piccolo luogo e dalle storie che nel piccolo luogo nascono. Si chiude Canto della pianura e si pensa che Haruf è soltanto Haruf, uno dei migliori. Nella nota del traduttore, in coda al romanzo, Fabio Cremonesi evidenzia le differenti complessità dei  due libri e di come sia stato difficile (e diverso) tradurre uno e poi l’altro, perché il buon Haruf non scrive solo in un modo, non si accontenta. [continua a leggere su Poetarum Silva]

©Gianni Montieri

 


Ben Lerner – Nel mondo a venire

Ben Lerner – Nel mondo a venire. Su Poetarum Silva un mio articolo

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5088-3Ben Lerner – Nel mondo a venire, Sellerio, 2015. Traduzione di Martina Testa. € 16,00, ebook € 10,99

Premessa

Ho due amici, Cristiano (De Majo)  e Andrea (Pomella), caso vuole che entrambi siano scrittori e che nonostante questo siano miei amici. Negli ultimi mesi mi è capitato di parlare con loro di Ben Lerner, in particolare di questo libro: Nel mondo a venire, entrambi ne hanno anche scritto (in fondo aggiungerò i link ai loro articoli, la rete è l’archivio più grande del mondo, usiamolo), ma soprattutto me ne hanno parlato. Ora, dovete sapere che Cristiano e Andrea non sono tipi che si entusiasmano facilmente e se lo fanno non lo danno a vedere. Cristiano mi ha parlato di Lerner in preda, invece, a uno sconfinato entusiasmo, con una certa luce negli occhi, davanti a una birra, quasi rimproverandomi per il fatto che io non lo avessi ancora letto. Cristiano è…

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Una frase lunga un libro #22 – Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

#Unafraselungaunlibro 22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

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14240759786334-agostinelliUna frase lunga un libro #22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso, Del Vecchio editore. € 14,00, ebook € 7,99

Se dopo un’osservazione sul tempo non hai modo di dire altro vuol dire che non hai nulla da dire e che quella nota sulla neve non era un prendere tempo per argomentare altro ma solo il vuoto che hai dentro

Chiudi il libro di Gianni Agostinelli e ti fai una domanda: Mi sono divertito o angosciato? Ebbene, non c’è una risposta, almeno non una sola, perché sono vere entrambe le cose. Matteo, il protagonista di questo romanzo, studente in filosofia rinunciatario, solo, per inadeguatezza più che per scelta, o per entrambe le cose (riconoscersi inadeguato rispetto al resto del pianeta non rappresenta, comunque, una scelta?), racconta un pezzo della sua vita di poco più che trentenne. Vita che si svolge in provincia, nell’Italia centrale, una vita senza amici, senza fidanzate, una…

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Janis Joyce – Seconda stella a destra

Janis Joice – Seconda stella a destra. una mia recensione su Poetarum Silva

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joyceJanis Joyce – Seconda stella a destra ed. Ad est dell’equatore, 2015. € 12,00

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Caro lettore, ti ci porto dentro come fosse un viaggio. Hai mai viaggiato, lettore? Viaggiato, nel senso di andare lontano e poi vediamo, subito che mi scappano le rime lettore, ma tu non farci caso. Viaggiare nei luoghi lontani, non quelle robe zaino in spalla, o non quelle soltanto, viaggiare con l’idea di non tornare, cercando qualcosa, trovando tanto o niente. Tornare indietro, forse. Sei mai tornato, lettore? Com’è? Poi c’è il viaggiare nel tempo, non parlo di macchine, o cose tipo Ritorno al futuro, parlo semplicemente di leggere. Te li ricordi gli anni ottanta, lettore? Questa è la prima cosa di cui voglio parlarti mentre vado a dirti di questo libro. Ecco, da adesso fin quasi alla fine mi rimetto alla tua attenzione.

Seconda stella a destra non è un romanzo sugli anni ottanta…

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Cristiano Poletti, tre poesie inedite (con una nota di Gianni Montieri)

Su Poetarum Silva tre poesie inedite di Cristiano Poletti, accompagnate da una mia breve nota

Poetarum Silva


PS.cop.l.15

.

Suggestione e immagine

…forse perché moltiplica
e il giorno copia e nomina, così
nel fuoco di un’origine la notte
apre, riapre
l’ora di un sogno e nell’ora una via,
una secondaria, esistita mai
e sempre, senza nome, di Padova.

Vedi come scende nel giorno, scende
su un infilarsi di statue e persone
il secondario tutto, della vita.

Con me diversi altri confondono
parole e versi, spingono
impressioni dentro o dopo i ricordi,
se ne vanno dalla stazione al cuore
della città, nei suoi mattoni tanto
che più di Padova Mantova sembra.

Si avvicinano intanto
come da un bar lontano musiche
e con queste pare
inizi il finale
che sia di anno o stagione, forse un male
che entra nei suoi vestiti, amara carne,
in ogni sua versione. Lasciarsi,
si è qui per quello, ognuno in sé
stanco, dentro una musica.

E voi invece non siete
stanche, suggestione e immagine,

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Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano

#unafraselungaunlibro numero 20 Mirko Volpi, Oceano Padano – su Poetarum Silva

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9788858120200Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano, Editori Laterza, 2015. € 13,00, ebook € 7,99

[…] negli occhi ho sempre quel panorama, immobile, nitido – non succede niente, qualche uccello ogni tanto si intromette nello spazio visivo, un pesce di fosso si azzarda sul pelo dell’acqua. Ovunque vada, io rimango qua. La stasi è vita, spostarsi una sua ipercinetica contraffazione.

Ho avuto un collega. Uno fra molti, ora è in pensione. Mi raccontava spesso di non essere mai andato oltre il Po, all’inizio non capivo, poi ho cominciato ad ascoltarlo con più attenzione, che significa guardare negli occhi mentre si ascoltano le parole, e seguire poi lo sguardo, che andava oltre la finestra dell’ufficio, mentre mi diceva. I suoi fine settimana passati in barca, da solo, a pescare. La partenza da Milano prima dell’alba, la barca a Bereguardo. Il ponte della Becca. Il risotto alle rane. Silenzio e nebbia…

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Una frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva

#Unafraselungaunlibro 19 Véronique Ovaldé – La sorella cattiva su Poetarum Silva

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182_ovaldé_la_sorella_cattiva_x_giornaliUna frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva, minimum fax, 2015 (traduzione di Lorenza Pieri); €15,00 – ebook € 6,99

*

Eravamo dei giovani pieni di speranza ma alcuni di noi si sarebbero avvicinati alla morte mentre altri sarebbero andati all’estero, alcuni di noi si sarebbero sposati con persone incrociate una volta o due, alcuni sarebbero diventati buddisti e altri si sarebbero dati all’alcol e al Prozac. Noi abbiamo sempre pensato che domani sarebbe stato migliore di oggi, abbiamo tutti cercato di abitare altrove rispetto all’indirizzo in cui vivevamo, abbiamo tutti cercato una casetta di fronte alla spiaggia e per alcuni era un sogno borghese e per altri il miglior modo di adattarsi alla propria natura peritura. Maria Cristina non avrebbe mai scritto cose così, le sarebbe sempre mancata la possibilità del plurale, non avrebbe mai potuto essere nient’altro che degnamente solitaria.

Partiamo da qui, da Maria…

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Una frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo

#unafraselungaunlibro 18 – Ugo Riccarelli – L’amore graffia il mondo su Poetarum Silva

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riccarelliUna frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo, Mondadori, 2012. € 19,00  e-book 6,99

Delmo estrasse dal taschino l’orologio per controllare la puntualità del diretto che di lì a un minuto sarebbe dovuto sbucare dalla curva oltre la roggia, rompendo con il suo sferragliare l’incanto del galleggiare nella dolcezza di quella bevanda opaca. Fu proprio mentre iniziò a sentire il rumore del treno che dalla carie sulla casa si affacciò sua sorella Anita ad annunciare la nascita con un bercio da mercato, e lui all’improvviso dimenticò i treni e la dolcezza dell’orzata e si ricordò della moglie che un paio d’ore prima aveva rotto le acque.

Comincia così L’amore graffia il mondo, con orologi, attese, treni e nascita, e questi quattro elementi saranno i cardini del libro. “Ci sono gesti che bisogna continuare a fare / chiudere finestre, tostare il pane, legarsi / il fazzoletto…

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Una frase lunga un libro #15: John Williams – Butcher’s Crossing

#unafraselungaunlibro 15 su Poetarum Silva

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butchers-crossingUna frase lunga un libro #15: John Williams – Butcher’s Crossing, Fazi, 2013. Traduzione di Stefano Tummolini . € 17,50 – ebook, € 9,99.

Prima di allora i suoi occhi erano rimasti fissi quasi tutto il tempo sulla schiena di Miller, ora invece si sforzavano di guardare lontano, verso quel mucchietto di terra irregolare, ora più nitido, ora sfocato, che si stagliava contro l’orizzonte. E si accorse che la sua smania di raggiungerlo era simile alla sete che aveva appena provato. Sapeva che le montagne erano lì, riusciva a vederle, ma non capiva esattamente quale genere di fame o di sete avrebbero placato in lui.

Quando agli inizi del 2012, in Italia, scoprimmo Stoner, il romanzo capolavoro di John Williams, in molti, restammo a bocca aperta. Quasi nessuno, tra critici e lettori, conosceva lo scrittore statunitense (1922 – 1994) e, quasi nessuno, dopo averlo letto, ha potuto dimenticarlo. Stoner (potete leggerne una…

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