Archivi tag: Maradona

Eduardo Galeano – Un ricordo partendo da Splendori e miserie del gioco del calcio

Eduardo Galeano, un mio ricordo uscito ieri su Poetarum Silva

Poetarum Silva

splendori-e-miserie1Eduardo Galeano: Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015

La copertina arancione, un po’ sbiadita, sdrucita. Lo comprai su una bancarella in via Filzi, a Milano. Era parecchio usato, ma a pensarci bene quel libro aveva più senso un po’ rovinato che nuovo, aveva più senso, così come ha senso un campo di calcio massacrato dopo una partita vera. Quel libro era come le scarpette sporche di fango quando ritornavi a casa e avevi giocato, sognando chissà cosa, dentro la pioggia. Quel libro era Splendori e miserie del gioco del calcio di Eduardo Galeano. Dire che ho amato quel libro sarebbe riduttivo, non spiegherebbe il miracolo della grande letteratura applicata al calcio, dell’ampia visione delle cose mischiata al sogno. Galeano sapeva rappresentare la prospettiva che sul calcio hanno i bambini. L’allegria, la spensieratezza, la fantasia, la magia e il sogno. E poi sapeva di quello sport raccontare la…

View original post 832 altre parole

Annunci

La partita non guardata #8 e #9 (Napoli – Verona e Atalanta -Napoli)

Maradona-il-numero-10

 

La partita non guardata #8 Napoli – Verona

Nonostante il cambio dell’ora, stamattina sul Canal Grande era ancora molto buio, ma la bellezza di Venezia si avvertiva comunque. Quello che non vedi puoi immaginarlo, aggiungendo alla fantasia le cose che sai: i punti dove l’acqua riflette i palazzi, le gondole parcheggiate, cosa dovrebbe comparire dietro la prossima curva. L’aria frizzante, quasi fredda, mi ha messo di buon umore. Insomma, quando c’è un cambio, quando entra un giro nuovo di vento, quando si innesca un’inversione di marcia, non ci si può sentire diversamente da così, un po’ carichi, un po’ entusiasti, nonostante il sonno del lunedì mattina. [continua a leggere su Il Napolista]

La partita non guardata #9 Atalanta – Napoli

Il turno infrasettimanale è una grossa tentazione, lo ammetto. Sono a casa, a Milano, potrei guardarla in streaming, ma poi l’idea della rubrica non sarebbe rispettata, mica posso imbrogliare. Non imbroglio, quindi non me la guardo. Decido, però, di fare alcune cose che farei se la guardassi. Intanto, ordino la pizza. Nella zona in cui abito sono tre le pizzerie che accettano ordini on-line, sì sono pigro, il telefono mi stanca. La Vesuvio, che è la migliore, tiene tempi d’attesa troppo lunghi, non va bene, qua la pizza deve arrivare prima che la partita, che non guarderò, cominci. Motopizza nun è cosa, perché chi porta le pizze tende a perdersi, a non trovare il palazzo, pure se è venuto mille volte. Resta Rambo che a dispetto del nome fa delle ottime pizze (ottime per i parametri milanesi, non dimentichiamolo). [continua a leggere su Il Napolista]


La Partita non guardata #7 Inter – Napoli

immagine da fanpage

immagine da fanpage

La Partita non guardata #7 Inter – Napoli: Callejon ha un rapporto qualità-prezzo così vantaggioso che lo studiano alla Bocconi: la Calle Economy

 

Esistono parecchi modi di essere tifosi, diverse anime mosse dai tempi e dai momenti, ma la sofferenza e l’ansia sono sempre le stesse. Negli anni in cui nel Napoli giocava Maradona ho preso treni di notte, ho dormito per terra, sdraiato in corridoi di treno talmente sporchi che dopo bisognava disinfettarsi, ho viaggiato con un cugino maggiorenne per aver l’autorizzazione da casa, ho comprato biglietti dai bagarini, scegliendo l’ultimo venditore, quello più vicino all’ingresso e a pochi minuti dal calcio d’inizio, minor rischio di biglietto falso e prezzo più basso, e poi San Siro, sotto un cielo grigio esattamente come doveva essere aspettavamo che in campo accadesse il miracolo, cose come il gol di Maradona a Zenga (campionato 85/86), con la palla che si incollò sul petto di Diego, a noi parve restarci per una settimana, prima di scendere a fare il suo dovere di pallone sottomesso al volere del genio. [continua a leggere su Il Napolista]


Di calcio non si parla – Francesca Serafini

serafini

Di mio nonno che se la prendeva sempre con Beppe Savoldi perché ai tempi era il più forte, e non gli andava perdonato nulla. A Savoldi non bisognerebbe perdonare mai d’aver voluto cantare, qualche rigore sbagliato ci può stare. Di radioline attaccate all’orecchio, e le voci di Ameri e Ciotti e gli scusa Ciotti ma il Napoli si è portato in vantaggio. Di mia madre che ripete all’infinito: «E mo’ basta cu stu pallone». Di tutte le volte che almeno qui, almeno a cena, insomma è Natale, qui di calcio non si parla.

Anche di questo racconta Francesca Serafini nel suo Di calcio non si parla. Dico che non avrei saputo dirlo meglio. [continua a leggere su Fútbologia]


Ci piaceva il calcio e questo era tutto

ci piaceva il calcio e questo era tutto


Elenchi puntati con pallone


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: