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Quella volta che Britos fece una grande partita

fonte ilnapolista

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Quella volta che Britos fece una grande partita

Quella volta che Britos fece una grande partita a Roma venne giù una roba da diluvio. Era marzo, a Roma, quella volta che Britos fece una grande partita. Le aquile di quella squadra che giocava contro il Napoli, quella volta che Britos fece una grande partita, rimasero a mezz’aria, i tifosi, presenti all’Olimpico, intonarono cori contro i napoletani, credendo di fare una novità, ingenui. L’unica novità fu che Britos fece una grande partita. Quella volta che Britos fece una grande partita Marco Tardelli si accorse di tifare Lazio, e non fece nulla per nasconderlo, ma Britos decise di fottersene e disse: «Fanculo Tardelli, questa è la sera in cui sto facendo una grande partita.» [continua a leggere su Il Napolista]

 

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I Modà, il clima e Blade Runner

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I Moda, il clima e Blade Runner

D’altronde erano giorni in cui le stagioni andavano continuamente a sovrapporsi. Gli autunni sembravano ritardi d’estate, così come le estati, i luglio apparivano come scarti d’autunno, piccole particelle di inverni andati a male. Era il tempo in cui cantavano i Modà, in cui i Modà suonavano a San Siro. In cui le Emme Marrone si toglievano il cognome e dicevano cose del tipo Da oggi sono solo Emma. In quei giorni, a luglio, pioveva moltissimo e non erano temporali, era pioggia. Acqua assurda che arriva da tutte le parti. Amici continuava a sfornare EmmeMarronesenzacognome e AlessandreAmoroso, piccoli BiagiAntonacciconicapelli. Nessuno aveva più amici, alcuni scrivevano poesie. Non alla SIAE, non al denaro, non alla gloria, né al cielo. Anche perché il cielo era grigio. Un grigio Modà. Un grigio noi veniamo dalla periferia e siamo amici da piccoli, da fuori Milano, e ce l’abbiamo fatta, ma siamo rimasti gli stessi bravi ragazzi. Sì, ma fate canzoni di merda. Pioveva, su youtube si trovavano cose come Anidride Solforosa in versione live, cantata da Angela Baraldi e Francesco De Gregori. Quella era una canzone. Ma tutto intorno erano  i giorni dei Modà, che camminano sulla spiaggia in un video, dove la spiaggia è deserta e c’era un po’ di vento. Erano i giorni delle idee. Giorni in cui ti mancava Madonna, per dire. Il clima era molto brutto la famiglia D’Alessio dominava. Pioveva a dirotto e la muchacha della Tatangelo era ovunque. Tutto era sovrapposto, Mario Merola era svanito per non tornare mai più e Liam Gallagher non aveva nessuno con cui litigare.  Suonava il telefono: era il bassista dei Primus. Era ancora incazzato con me, vabbè ma che sarà mai, avevo solo scritto che negli anni novanta non era poi il miglior bassista. Cosa che avrei potuto confermare, ma non lo facevo. Riagganciavo con educazione, youtube mi suggeriva di guardare Marco Carta, solo che i video di Carta erano moltissimi. Li chiudevi e si riaprivano. Cliccavi su Lucio Dalla e si apriva un Carta, come in un Blade Runner di merda, i Carta si replicavano. Stanco, mandavo un whatsapp a Michele Mari chiedendogli di smetterla con la fantasia.


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