Anna Pavone, Vento traverso

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Anna Pavone, Vento traverso, Le farfalle, 2017, €  12,00

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Ci sono libri che vengono da posti diversi e che pare abbiano fatto un lungo viaggio prima di giungere a destinazione. Libri destinati a brillare come fanno le persone certe volte che dall’ordinario tirano fuori un minuto di luce, un momento rapido come un lampo, che però giustifica tutto il resto. Libri che giocano di sponda, che lasciano che le parole rimbalzino libere, che suonano se necessario. Libri che non hanno un ordine di parole stabilito ma che ne seguono se è il caso. Libri che nascono dall’ascolto, che le parole raccolgono, che le parole assecondano. Libri piccoli che contengono un grande segreto, mai del tutto rivelato ma condiviso; un segreto che il lettore raccoglie riconoscendosi. Libri che sono fatti di pronunciamenti, di vaga speranza, di pioggia e sole. Libri che parlano di matti, come Vento traverso di Anna Pavone.

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Sarah Manguso, Il salto

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Sarah Manguso, Il salto, trad di Gioia Guerzoni, NN editore, 2017; € 16,00, ebook € 7,99

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Ci sono molti modi di raccontare il dolore, tutti quanti sono personali; è molto probabile che si tratti di racconto parziale, di qualcosa che non riesca né a contenere né a dire tutto. Il dolore è un fatto privato, personale, ed è – per necessità e forza di cose – un racconto limitato. Il dolore poi non è né quello che mostriamo agli altri, né quello che gli altri credono di comprendere dai nostri comportamenti. Il dolore è un’altra cosa.

Il dolore, e malinconia, e nostalgia, può essere certo dell’assenza se parliamo della perdita definitiva di una persona cara, della morte così come accade ne Il salto di Sarah Manguso; oppure può essere rimozione, se si può far finta che non ci sia. Eppure il dolore c’è, va e viene, si nasconde dove vogliamo…

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Gianni Montieri, Fuori dai cantieri (serie completa)

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East Side Gallery, foto Gianni Montieri

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Fuori dai cantieri (serie completa), poesie pubblicate in parte qui in due momenti, oggi nella loro veste (quasi) definitiva; poesie che andranno a formare una delle sezioni sul libro in costruzione, che sarà un libro sulle cose che restano, le rimanenze nel bene e nel male.

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Alle 9,30 a Porta Venezia
era l’appuntamento, il segnale,
piovesse o meno non mancavamo,
non esistevano gite fuori porta,
fidanzate, amici che tenessero,
quel giorno si manifestava
riconoscersi sotto gli striscioni
chi con i confederali, chi con gli autonomi
più distanti ma presenti i Lotta Comunista:
avevamo cose da sognare, sogni da lottare,
diritti, avevamo da vivere e lo dicevamo
(Il Manifesto stretto tra le mani).

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Qualche volta di pomeriggio
ci spostavamo a Porta Ticinese
al MayDay per sentirci giovani
a rimescolarci il sangue coi precari

conservo una foto sul carro di SDB
vaghi…

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Una frase lunga un libro, i saluti

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Alina Cerunda era bella, nonostante i suoi settant’anni. Chi dice che non lo fosse, mente. I vecchi, tuttavia, sembrano sempre travestiti e questo li rovina. So da buona fonte che non faceva mai il bagno. Impeccabilmente pettinata, con i capelli cotonati anche quando dormiva, sembrava pulita. Ho visto Alina Cerunda a letto, come un quadro.

Il brano che leggete qui è tratta da La Promessa di Silvina Ocampo (La Nuova frontiera, trad. di Francesca Lazzarato), ed è stato il primo brano scelto per la rubrica “Una frase lunga un libro”, era il 25/02/2015. La rubrica si è chiusa stamattina con il numero cento, e si è chiusa con Roberto Bolaño e il suo Tre (Sur, trad. di Ilide Carmignani); in mezzo ci sono poco più di 500.000 battute, spazi e vita inclusa, ci sono molti viaggi, recensioni brevi o lunghe, scritte in treno, scritte di notte, scritte in pausa pranzo, scritte…

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Una frase lunga un libro #100: Roberto Bolaño, Tre

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Una frase lunga un libro #100: Roberto Bolaño, Tre, traduzione di Ilide Carmignani, Sur, 2017; € 16,50, ebook € 9,99

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Al personaggio resta l’avventura e resta da dire: «ha cominciato a nevicare, capo».

Quando ho scritto circa  i libri di Roberto Bolaño mi è capitato di fare riferimento alla geografia, di usare parole come mappa. Ho sempre sostenuto che una delle cose più belle della sua letteratura sia la grossa apertura tra un libro e l’altro, che la sua sia un’opera totale in cui ogni libro insegua e completi quello precedente, in cui ogni personaggio possa essere anticipato solo di profilo in un racconto per poi tornare protagonista in un romanzo, o comparire come un frammento o una visione in una poesia.

Il territorio sul quale si muove l’opera di Bolaño è vasto, è sterminato. Si estende dal Sud America al Nord America, dalla Spagna alla Francia, si apre tra la…

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Francesco Filia, L’inizio rimasto

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Francesco Filia, L’inizio rimasto, con incisioni di Pasquale Coppola e prefazione di Aldo Masullo; Il Laboratorio / le edizioni.

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Insieme a Francesco Filia abbiamo deciso di rendere scaricabile gratuitamente in ebook (cliccando sull’immagine della copertina oppure qui: InizioRimasto) questo suo piccolo e prezioso libro d’artista, L’inizio rimasto, stampato in sole 50 copie, e impreziosito da 5 incisioni di Pasquale Coppola e dalla enorme (mi riferisco al contenuto) prefazione del professor Aldo Masullo, che più passano gli anni e più mi pare che ringiovanisca per lo spirito e la lucidità con cui elabora i concetti. L’unico modo per introdurre queste poesie di Filia è quello di dimenticare (scherzosamente) quello che scrive Masullo e di procedere per proprio conto. Sarà una nota breve che cercherà di spiegare perché questi dodici testi di Francesco Filia sono importanti, sono davvero una cosa da salvare. Intanto tracciano una linea ben chiara…

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Una frase lunga un libro #99: Michele Mari, Leggenda privata

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Una frase lunga un libro #99: Michele Mari, Leggenda privata, Einaudi 2017, € 18,50, ebook 9,99

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Nacqui d’inverno, e mi è già passata la voglia di proseguire.

Come fosse un racconto.

Nella mia cameretta c’è un poster sulla parete di fronte al letto. È la tigre di Mompracem, no, non è Sandokan, ma la tigre contro cui combatterà. Ho sette, forse otto anni, forse nove, mio padre mi ha regalato quel manifesto perché sa quanto io ami Salgari e i suoi personaggi. In Tv hanno dato da poco lo sceneggiato, e quindi Yanez e Tremal–Naik, e quindi il terribile Brooks (interpretato dall’immenso Adolfo Celi) e Lady Marianna. Per amore mio padre mi compra la tigre, ma la tigre ha le fauci spalancate; e si badi, io so che è una foto, che non esiste, che non devo averne paura, eppure io ogni notte ne ho terrore. I mostri non…

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Una frase lunga un libro #98: Domenico Brancale, Per diverse ragioni

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Una frase lunga un libro #98: Domenico Brancale, Per diverse ragioni, Passigli 2017, € 12,50

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Cercavo la quotidianità minuta. I gesti ripetitivi.
Tutto ciò che si dilata nella durata delle cose.
La complicità delle ombre. La luce della polvere.
I volti della natura morta in ogni distanza.
L’indistinto scricchiolio delle pareti. La forma dell’aria.
Le voci dentro. La materia
dove solo il sangue sa penetrare sempre.

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Se, come scrive Alberto Manguel nella bellissima nota che chiude Per diverse ragioni: “[…] questo libro che abbiamo tra le mani è l’ultima bozza a cui Domenico è giunto, ma non l’ultima in assoluto. Il lettore ne crea un’altra, il traduttore un’altra ancora, garantendo con queste versioni successive una qual modesta immortalità all’opera”, allora esiste una versione di questa raccolta di poesie di Brancale che è la mia, la mia versione di lettore che mi accompagna da un paio di mesi. Io…

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Una frase lunga un libro #97: Max Aub, Gennaio senza nome

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Una frase lunga un libro #97: Max Aub, Gennaio senza nome, (trad. di Ernesto Maggi), Nutrimenti 2017; € 17,00, ebook € 8,99

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“Dove vanno tutti questi qui?”
“Che vuoi, la resistenza ha dei limiti”.
“E una frontiera”.
“Scherza, scherza. La morte è una faccenda di ciascuno. Sopportare è di tutti. Se qualcuno cede, va a monte tutto. Questa gente non sa cosa vuole, ma sa benissimo cosa non vuole. Per quello scappano. Non è che hanno paura, non vogliono essere fascisti. Capisci? È chiaro come il sole: non vogliono essere fascisti.

La guerra, quella guerra, quella che è stata la guerra dei nostri padri e dei nostri nonni, quella che ha buttato giù le case che avrebbero potuto essere le nostre, quella delle fughe, dei morti, dei milioni di morti, quella del terrore e dei campi di concentramento, quella che pareva potesse non finire mai. E poi la guerra degli…

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Una frase lunga un libro #96: Carmen Gallo, Appartamenti o stanze

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Una frase lunga un libro #96: Carmen Gallo, Appartamenti o stanze, d’If, 2016; € 16,00

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non è questo il posto dove ci siamo parlati
non è questo il posto dove ci siamo portati

Nella nota finale al libro Carmen Gallo scrive: “Questo libro racconta una storia”, ed è vero, e racconta una storia che viene da molto lontano, e il lontano noi non lo conosciamo, è una storia che è somma di molti passati. Una storia fatta di pareti attraversate, di domande lanciate dove le parole rimbalzano e risuonano. Questa è una storia di lettere agganciate in modo da far rumore. In Appartamenti o stanze Carmen Gallo scrive un poemetto in cui un noi continuamente sdoppiato, moltiplicato e poi smembrato, un noi ripetuto e poi lanciato nel vuoto, un noi assottigliato e che guarda, si aggiunge ad altri noi per osservare oltre e meglio e, dopo, da più…

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