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Su Kent Haruf (due parti di un discorso)

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Una frase lunga un libro #40: Kent Haruf, Benedizione, NN editore, 2015 – traduzione Fabio Cremonesi; € 17,00, e-book € 8,99

(Prima parte di un discorso)

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Sembra una specie di benedizione, una benedizione a doppio taglio, disse Lyle. Dad lo guardò. Eh, sì. Un sacco di volte le benedizioni non sono andate per il verso giusto. Deve averne viste parecchie nel corso della sua vita. Sono cresciuto in Kansas, nelle pianure occidentali. Ne ha visti di cambiamenti. Giusto un paio.

C’è sempre una Main Street e poi una strada che va verso i campi, e, subito dopo, i campi, e oltre i campi le montagne, e poi una macchina che svolta su una Highway, e poi una casa, una veranda, qualcuno seduto la sera in veranda a parlare o a tacere, a buttare lo sguardo fin dove è possibile. C’è sempre un silenzio più lungo di un altro, un’estate molto torrida, un temporale improvviso, il sole di nuovo e un azzurro in cielo che più limpido non si potrebbe. C’è sempre e sempre ci sarà un autunno come non l’avremo mai visto, e prima un raccolto, e delle mucche al pascolo. Ci sarà poi l’inverno e, statene certi, nevicherà, ci sarà bufera e giorni in cui nessuno dei protagonisti potrà uscire di casa. Ecco, gran parte della letteratura americana che preferisco, quella che in qualche modo ha a che fare con una specie di sacro, che è quello della terra, quello dei rituali, dei conflitti combattuti e taciuti per anni, che ha a che fare con cambiamenti soprattutto interiori, passa da molte di queste cose, da luoghi in cui non vivremmo, da azioni che non compiremmo mai, passa da Cormac McCarthy, e prima ancora da Faulkner, da Carson McCullers, e poi da John Williams, e da molti altri, passa dalla pietra e dalla religione, passa dalla morte a Dio,  e viceversa, e ora – e per sempre – passa da Kent Haruf. [continua a leggere su Poetarum Silva]

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Una frase lunga un libro #41: Kent Haruf, Canto della pianura, NN editore, 2015, traduzione di Fabio Cremonesi. € 18,00, ebook € 8,99

(Seconda parte di un discorso)

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Non l’ho mai detto. Non direi mai una cosa del genere neanche se mi pagano. Mi sembrava di sì. L’avevo capita così. Era solo un pensiero, tutto qui, disse Harold. Tu non pensi mai? Sì. Ogni tanto penso qualcosa anch’io. Ecco, appunto. Ma non devo dirlo per forza. Solo perché ci sto pensando. D’accordo. Ho parlato senza pensare. Vuoi spararmi adesso o aspettare il buio?

Abbiamo cominciato a parlare di Kent Haruf con Benedizione, la scorsa settimana. Avevamo messo da parte, come fieno in cascina, alcune convinzioni, alcune certezze sulle storie e sulla sua modalità di scrittura, poi leggi Canto della pianura, e molte cose cambiano, l’orizzonte si amplia, lo scrittore dimostra di essere ancora più versatile di quel che sembrava. Sa che dove funzionano un monologo e un dialogo, possono funzionare un coro, conversazioni più lunghe. Sa che persone che per tutta la vita hanno parlato pochissimo possono sedersi una sera, a un tavolo, e mossi da tenerezza, preoccupazione e affetto cominciare a raccontare e ad ascoltare. I paragoni con McCarthy e John Williams non calzano più del tutto, soprattutto perché i paragoni non calzano quasi mai. Quello che conta è che questi scrittori sono accomunati dal piccolo luogo e dalle storie che nel piccolo luogo nascono. Si chiude Canto della pianura e si pensa che Haruf è soltanto Haruf, uno dei migliori. Nella nota del traduttore, in coda al romanzo, Fabio Cremonesi evidenzia le differenti complessità dei  due libri e di come sia stato difficile (e diverso) tradurre uno e poi l’altro, perché il buon Haruf non scrive solo in un modo, non si accontenta. [continua a leggere su Poetarum Silva]

©Gianni Montieri

 

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Una frase lunga un libro #22 – Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

#Unafraselungaunlibro 22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

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14240759786334-agostinelliUna frase lunga un libro #22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso, Del Vecchio editore. € 14,00, ebook € 7,99

Se dopo un’osservazione sul tempo non hai modo di dire altro vuol dire che non hai nulla da dire e che quella nota sulla neve non era un prendere tempo per argomentare altro ma solo il vuoto che hai dentro

Chiudi il libro di Gianni Agostinelli e ti fai una domanda: Mi sono divertito o angosciato? Ebbene, non c’è una risposta, almeno non una sola, perché sono vere entrambe le cose. Matteo, il protagonista di questo romanzo, studente in filosofia rinunciatario, solo, per inadeguatezza più che per scelta, o per entrambe le cose (riconoscersi inadeguato rispetto al resto del pianeta non rappresenta, comunque, una scelta?), racconta un pezzo della sua vita di poco più che trentenne. Vita che si svolge in provincia, nell’Italia centrale, una vita senza amici, senza fidanzate, una…

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Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano

#unafraselungaunlibro numero 20 Mirko Volpi, Oceano Padano – su Poetarum Silva

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9788858120200Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano, Editori Laterza, 2015. € 13,00, ebook € 7,99

[…] negli occhi ho sempre quel panorama, immobile, nitido – non succede niente, qualche uccello ogni tanto si intromette nello spazio visivo, un pesce di fosso si azzarda sul pelo dell’acqua. Ovunque vada, io rimango qua. La stasi è vita, spostarsi una sua ipercinetica contraffazione.

Ho avuto un collega. Uno fra molti, ora è in pensione. Mi raccontava spesso di non essere mai andato oltre il Po, all’inizio non capivo, poi ho cominciato ad ascoltarlo con più attenzione, che significa guardare negli occhi mentre si ascoltano le parole, e seguire poi lo sguardo, che andava oltre la finestra dell’ufficio, mentre mi diceva. I suoi fine settimana passati in barca, da solo, a pescare. La partenza da Milano prima dell’alba, la barca a Bereguardo. Il ponte della Becca. Il risotto alle rane. Silenzio e nebbia…

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Una frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva

#Unafraselungaunlibro 19 Véronique Ovaldé – La sorella cattiva su Poetarum Silva

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182_ovaldé_la_sorella_cattiva_x_giornaliUna frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva, minimum fax, 2015 (traduzione di Lorenza Pieri); €15,00 – ebook € 6,99

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Eravamo dei giovani pieni di speranza ma alcuni di noi si sarebbero avvicinati alla morte mentre altri sarebbero andati all’estero, alcuni di noi si sarebbero sposati con persone incrociate una volta o due, alcuni sarebbero diventati buddisti e altri si sarebbero dati all’alcol e al Prozac. Noi abbiamo sempre pensato che domani sarebbe stato migliore di oggi, abbiamo tutti cercato di abitare altrove rispetto all’indirizzo in cui vivevamo, abbiamo tutti cercato una casetta di fronte alla spiaggia e per alcuni era un sogno borghese e per altri il miglior modo di adattarsi alla propria natura peritura. Maria Cristina non avrebbe mai scritto cose così, le sarebbe sempre mancata la possibilità del plurale, non avrebbe mai potuto essere nient’altro che degnamente solitaria.

Partiamo da qui, da Maria…

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Una frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo

#unafraselungaunlibro 18 – Ugo Riccarelli – L’amore graffia il mondo su Poetarum Silva

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riccarelliUna frase lunga un libro #18 – Ugo Riccarelli: L’amore graffia il mondo, Mondadori, 2012. € 19,00  e-book 6,99

Delmo estrasse dal taschino l’orologio per controllare la puntualità del diretto che di lì a un minuto sarebbe dovuto sbucare dalla curva oltre la roggia, rompendo con il suo sferragliare l’incanto del galleggiare nella dolcezza di quella bevanda opaca. Fu proprio mentre iniziò a sentire il rumore del treno che dalla carie sulla casa si affacciò sua sorella Anita ad annunciare la nascita con un bercio da mercato, e lui all’improvviso dimenticò i treni e la dolcezza dell’orzata e si ricordò della moglie che un paio d’ore prima aveva rotto le acque.

Comincia così L’amore graffia il mondo, con orologi, attese, treni e nascita, e questi quattro elementi saranno i cardini del libro. “Ci sono gesti che bisogna continuare a fare / chiudere finestre, tostare il pane, legarsi / il fazzoletto…

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Una frase lunga un libro #16 – Roberto Bolaño: Puttane assassine

#Unafraselungaunlibro numero 16 – Puttane assasine – su Poetarum Silva

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puttaneUna frase lunga un libro #16 – Roberto Bolaño: Puttane assassine. Adelphi, 2015 – Traduzione di Ilide Carmignani. €18,00 – ebook €9,99

I suoi occhi erano, come dire, potenti. Fu quello l’aggettivo che mi venne in mente allora, un aggettivo che evidentemente non nasceva dall’impressione reale che i suoi occhi lasciavano nell’aria, sulla fronte di chi riceveva il suo sguardo, una specie di dolore fra le sopracciglia, ma non trovo aggettivo che funzioni meglio. Se il suo corpo tendeva, come ho detto, a una rotondità che gli anni avrebbero finito per concedergli pienamente, i suoi occhi avevano qualcosa di affilato, di affilato in movimento.

Parafrasiamo questo brano. Ad esempio: Le sue parole sono, come dire, potenti. Riuscite a seguirmi? Bene, allora continuiamo. Ê questo  l’aggettivo che mi viene in mente sempre, un aggettivo che evidentemente non nasce dall’impressione reale che le sue parole lasciano nell’aria. E poi, lasciandone fuori un pezzetto:

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Una frase lunga un libro #15: John Williams – Butcher’s Crossing

#unafraselungaunlibro 15 su Poetarum Silva

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butchers-crossingUna frase lunga un libro #15: John Williams – Butcher’s Crossing, Fazi, 2013. Traduzione di Stefano Tummolini . € 17,50 – ebook, € 9,99.

Prima di allora i suoi occhi erano rimasti fissi quasi tutto il tempo sulla schiena di Miller, ora invece si sforzavano di guardare lontano, verso quel mucchietto di terra irregolare, ora più nitido, ora sfocato, che si stagliava contro l’orizzonte. E si accorse che la sua smania di raggiungerlo era simile alla sete che aveva appena provato. Sapeva che le montagne erano lì, riusciva a vederle, ma non capiva esattamente quale genere di fame o di sete avrebbero placato in lui.

Quando agli inizi del 2012, in Italia, scoprimmo Stoner, il romanzo capolavoro di John Williams, in molti, restammo a bocca aperta. Quasi nessuno, tra critici e lettori, conosceva lo scrittore statunitense (1922 – 1994) e, quasi nessuno, dopo averlo letto, ha potuto dimenticarlo. Stoner (potete leggerne una…

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Una frase lunga un libro #14 – Carson McCullers: La ballata del caffè triste

#Unafraselungaunlibro numero 14 Carson McCullers “la ballata del caffè triste” su Poetarum Silva

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carsonUna frase lunga un libro #14 – Carson McCullers: La ballata del caffè triste – Einaudi, 2013 – traduzione di Franca Cancogni. € 13,00, ebook 6,99

Quasi tutti vogliono amare.

La ballata del caffè triste è un libro di racconti ed è da questo che si deve partire per scriverne: si farebbe un torto all’autrice parlando solo di quello che dà il titolo al libro, il più noto. C’è una musica che lega tutte le storie qui raccolte, e la piccola frase che ho scelto per introdurlo. Frase che ogni personaggio della McCullers potrebbe dire, da un momento all’altro. Una musica, quindi, reale, suonata (il pianoforte sarà uno dei protagonisti ricorrenti) e un’altra musica che passa da un personaggio all’altro, vitalissima.
Ritroviamo la magnifica narratrice de Il cuore è un cacciatore solitario, uomini e donne sapientemente tratteggiati, sconfitti ma in piedi. Un piccolo paese, una filanda e una donna che…

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Due cose (o tre)

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Ho scritto una piccola cosa per #abbiculturadite su Doppiozero, potete leggerla seguendo il link: Due cose (o tre)


Una frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada

#Unafraselungaunlibro n. 13 Richard Ford – Canada

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CanadaUna frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada, Feltrinelli, 2013 trad. Vincenzo Mantovani. € 19,00. Ebook € 13,99

La maggior parte delle cose non rimangono molto a lungo come sono. Saperlo, però, non mi ha reso cinico. Cinico significa credere che il bene non è possibile. Semplicemente, non do nulla per scontato e cerco di essere pronto per i cambiamenti che presto verranno.

Canada di Richard Ford è uscito due anni fa, più o meno, lo lessi quasi subito, poi per un motivo o per l’altro non ne scrissi. È un libro che ho molto amato, è proprio una bella storia. Storia che se venissero a raccontartela non potresti far altro che ascoltarla. Tra poco parleremo di questo e della bravura di Richard Ford, scrittore che a me piace parecchio. Prima, però, vi spiego brevemente il motivo per cui dopo due anni ho ripreso in mano questo libro. Qualche settimana…

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