Archivi categoria: poesia contemporanea

Qualcuno ha notato (a mia madre)

Canale della Giudecca, foto gianni montieri

*

Qualcuno ha notato il mio colpo d’occhio
complimenti, mi sono detto.
Come ha scritto Bodei posso
guardare sia la veranda sia il giardino
posso stringere lo sguardo
e tenerti qui vicino
posso percepire un oggetto
nella mia evoluzione del vedere
ma sapere come stia mia madre
stasera, mentre sta per piovere
sul Canale della Giudecca non è semplice.
Bodei, o chi per lui, mi direbbe
di telefonare, e allora telefono.

 

*

poesia tratta dalla raccolta inedita “Le cose imperfette”

Annunci

Roberto Bolaño, I cani romantici (su Minima & Moralia)

I cani romantici

*

Roberto Bolaño, I cani romantici, Trad. Ilide Carmignani, Sur 2018

*

In Chiamate telefoniche (Adelphi, traduzione di Barbara Bertoni), Roberto Bolaño apre il racconto dedicato a Enrique Vila-Matas così: «Un poeta può sopportare di tutto. Il che equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto. Ma non è vero: sono poche le cose che un uomo può sopportare. Sopportare veramente. Un poeta, invece, può sopportare di tutto. Siamo cresciuti con questa convinzione. Il primo enunciato è vero, ma conduce alla rovina, alla follia, alla morte.»; è una delle frasi di Bolaño a cui sono più affezionato, l’ho imparata a memoria, naturalmente, ma non è questo il motivo per cui ci sono affezionato, il motivo è un altro ed è più importante.

Questa frase è la biografia dello scrittore cileno, è la chiave di accesso alla sua scrittura, e alle mappe che tessute una dopo l’altra formano una sola infinita e perfetta opera letteraria. Bolaño, potremmo azzardare, è l’unico scrittore che il suo ipotetico Meridiano l’ha curato da solo. La frase è saltata fuori dalla mia memoria qualche giorno fa quando mi è arrivato I cani romantici (Sur, traduzione di Ilide Carmignani), libro di poesie che io e molti lettori italiani aspettavamo da molti anni, al punto d’aver provato a tradurci (fallendo) alcuni testi da soli. Ho aperto una pagina a caso e i primi versi che ho letto, a metà di una poesia, sono stati questi: «Un cileno formato in Messico può sopportare di tutto, / pensavo, ma non era vero.», ci si può commuovere per molto meno. [continua a leggere su minima&moralia]


Guido Cupani, Meno universo (su Huffpost)

Guido Cupani, Meno universo, Dot.com Press, 2018

*

Il “Meno universo”di Guido Cupani (Dot.com Press, 2018) è l’universo che basta, che conta; è il campo che si restringe alle cose che contano, a quelle che restano. Si tratta di un universo che si raggiunge togliendo, scoprendo il nucleo, e il nucleo è fatto di carezze, di sorrisi, di nascite, di andate e di ritorni, e il nucleo è una cucina e chi siede intorno al tavolo, e il nucleo è un treno e ognuno che sale e che scende.

Si può essere più di così?

[continua a leggere su HuffPost]


su “Barlumi di storia” di Raboni (per Il Piccolo di Trieste)

 

Su “Il Piccolo” di Trieste per la rubrica “consigliato dallo scrittore”, domenica 27 maggio ho parlato di Barlumi di storia di Giovanni Raboni

*


su Chris Cornell (su Interno Poesia)

Qualcuno ha twittato: “È morto
Chris Cornell”. In ufficio è calato
il silenzio, non che si parli molto
poi qui dentro.

[continua a leggere su Interno Poesia]

*

© Gianni Montieri


Intervista su “Inchiostro”

@copyright anna toscano

*

La raccolta che precede «Avremo cura» è «Futuro Semplice», del 2010. Mi dica se sbaglio, ma, leggendo il testo, la cosa che più incoraggia è la sensazione che la via della solitudine che percorrono le parole sia alla disperata ricerca di un “tu” al quale parlare. Le porgo dunque questa domanda: quando la poesia interessa anzitutto come espressione empatica di vissuti esperiti, quanto conta invece la sua architettura stilistica? O, per meglio dire, quanto – in questo caso – la comprensione del dettaglio, quanto quella della ricerca fenomenologia dell’origine, incide sulla crescita del personale “benessere” derivante dall’immedesimazione emotiva? Riassumendo: quanti livelli di comprensione crede esistano – se esistono – nella lettura di una poesia?

Credo che i livelli di comprensione in poesia siano infiniti. Contano poi, in egual misura, l’espressione empatica e l’architettura stilistica – non possono far altro che viaggiare insieme. L’una è legata all’altra. Tornando a ciò che si comprende di un testo o a quanti mondi un testo poetico comprenda mi sento dire che se una poesia è riuscita, qualunque sia stata l’intenzione dell’autore, sarà il lettore a trovarne un senso.  «Futuro Semplice» credo che fosse già alla ricerca di un “noi” anche del passato per sopportare meglio la perdita di un “tu”, ma era anche un libro che depositava scorie e si poneva una semplice domanda: Andiamo a vedere che succede.

[continua a leggere su Inchiostro]

 


Francesco Filia, Parole per la resa (su La Balena Bianca)

Francesco Filia, Parole per la resa, 2017 CartaCanta, € 10,00

*

Il libro, uscito per CartaCanta edizioni a ottobre 2017 è diviso in cinque parti: “Parole per la resa”; “Diario di una vacanza”; “L’ordine”; “Memorie del vuoto”; “L’inizio rimasto”. Ebbene se leggessimo solo i titoli in sequenza come se fossero le tracce di un album fatto di sole parole potremmo già intravedere il flusso portante della storia.

«Ora non abbandonare questa mano | che è terrestre».

[Continua a leggere su LaBalenaBianca]


due poesie da “Avremo cura” lette a Radio 3

 

 

Parigi foto GM

Qualche giorno fa – il 21 marzo – due poesie da “Avremo cura” sono state lette a Radio 3, dall’attore Graziano Piazza, per “Poeti contro la mafia”.  Trovate l’audio qui : RaiPlayRadio/GianniMontieri

*

I testi sono questi due:

*

Non pensare che fosse indifferenza
la nostra piuttosto un modo di vivere
le cose così come si vivono:
tutte insieme, una per volta.
La sparatoria dietro l’angolo,
la partita di calcetto i compiti da fare,
poi uscire la sera il bar, la storia di tutti,
tutti tornavamo a casa per cena.

*

C’era poi un disegno del morire
sui volti degli uomini seduti
davanti ai bar a guardare
passare, sollevare l’occhio
indicare all’altro e criticare
stando fermi, non cambiando
(che fosse scopa o tressette)
mai la maniera di giocare.

*

GM


Asse Mediano (poesia inedita)

buenos aires, foto di Gianni Montieri

*

Ieri è stata pubblicata una mia poesia recente su Gli Stati Generali, vi invito a leggerla.

 

Dove va a finire l’Asse Mediano
dove spegne l’ultima insegna
di un centro commerciale
sotto il sole di Marcianise
dietro a uno degli alberi

[… continua a leggere su GliStatiGenerali]


Giuliano Mesa letto da Biagio Cepollaro e da Gianni Montieri

Ne andranno cose (lido di venezia, foto di Gianni Montieri

*

Giuliano Mesa letto da Biagio Cepollaro e Gianni Montieri

Apertura della VI edizione di Tu se sai dire dillo 5 ottobre 2017,

Libreria popolare di via Tadino, Milano

*

 

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: