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Higuain, Dica 36

pipita

Sono nato il 10 dicembre del 1987 a Brest, in Francia. È in Bretagna, c’è anche il Museo delle Fragole (e del patrimonio), ma questo l’ho scoperto pochi anni fa. Sono nato a Brest, una notte di maggio del 2016, invece, sono diventato napoletano. Il mio colore preferito è l’azzurro: come il cielo di Brest quando passano rapide le nuvole, come quello di Buenos Aires nelle mattine d’inverno, come quello di Napoli che s’apre all’improvviso sopra Via Caracciolo. Dopo Brest e prima di Napoli sono stato argentino, dopo Napoli sarò ancora argentino. Mi chiamo Gonzalo, sono argentino, faccio il calciatore e mi piacciono le fragole. A Brest ho vissuto pochissimo, pochi mesi, quasi niente. La mia infanzia, la mia adolescenza, gli anni che contano li ho vissuti a Buenos Aires, lì è la mia casa. La mia terra era quella giusta per imparare a fare il calciatore. Imparare, sì. Perché saper giocare a calcio è un dono, tutta la storia del talento la conosciamo bene, ma a fare il calciatore si impara. Io volevo imparare, sapevo che avrei imparato.

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Il mio racconto su Higuain comincia così, per il resto del racconto e del libro dovete comprare “Dica 36”, Colonnese Editore, già prenotabile e in vendita dal 7 luglio. Il libro è una raccolta di scritti su Higuain, un libro de Il Napolista, curato da Francesca Leva, qui per tutti i dettagli e l’elenco degli autori coinvolti: Napolista/Dica36

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La prima presentazione del libro si terrà domani nel rione Sanità, per i dettagli qui: Dica36/Presentazione

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Il libro si può già prenotare su:

IBS/DICA36

e su

AMAZON/DICA36

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I diritti d’autore sono stati donati alla Onlus “Fondazione di Comunità San Gennaro”

GM


Eduardo Galeano – Un ricordo partendo da Splendori e miserie del gioco del calcio

Eduardo Galeano, un mio ricordo uscito ieri su Poetarum Silva

Poetarum Silva

splendori-e-miserie1Eduardo Galeano: Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015

La copertina arancione, un po’ sbiadita, sdrucita. Lo comprai su una bancarella in via Filzi, a Milano. Era parecchio usato, ma a pensarci bene quel libro aveva più senso un po’ rovinato che nuovo, aveva più senso, così come ha senso un campo di calcio massacrato dopo una partita vera. Quel libro era come le scarpette sporche di fango quando ritornavi a casa e avevi giocato, sognando chissà cosa, dentro la pioggia. Quel libro era Splendori e miserie del gioco del calcio di Eduardo Galeano. Dire che ho amato quel libro sarebbe riduttivo, non spiegherebbe il miracolo della grande letteratura applicata al calcio, dell’ampia visione delle cose mischiata al sogno. Galeano sapeva rappresentare la prospettiva che sul calcio hanno i bambini. L’allegria, la spensieratezza, la fantasia, la magia e il sogno. E poi sapeva di quello sport raccontare la…

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Jean Philippe Toussaint – La malinconia di Zidane

Poetarum Silva

zidaneJean Philippe Toussaint – La malinconia di Zidane – ed. Casagrande, 2007 – trad. di Roberto Ferrucci

 

per Luigi

 

Nel raccontare questo piccolo capolavoro di Jean Philippe Toussaint mantengo una promessa. Un paio di anni fa ne parlai col mio amico Luigi Bernardi, ricordo, un paio di sere al telefono. Discutemmo dell’importanza della malinconia e del gesto che il campione compie per non compierne un altro, più grave, quello dell’addio. Gli promisi quella sera di parlare di quel libro di poche, meravigliose, pagine. Oggi, che Luigi se ne è andato contro la sua volontà, ma a testa alta, come giocava Zidane, mantengo la promessa.
Toussaint è uno dei più bravi scrittori in lingua francese ed è appassionato di calcio. Il suo è il racconto sublime, condensato in pochi istanti, della finale mondiale del 2006.

Zidane guardava il cielo di Berlino senza pensare a nulla, un cielo bianco sfumato…

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Ogni volta che torna Zeman

foto di  Marcello Paternostro / fonte Il Napolista

foto di Marcello Paternostro / fonte Il Napolista

Ogni volta che torna Zeman è come se tornassero tutte le primavere, tutte insieme, una sull’altra. Zeman torna e sul campo torna a fiorire qualcosa. Quella che chi prova a campare chiama speranza, quella che chi segue il calcio vorrebbe nominare magia.

Ogni volta che un Presidente chiama o richiama Zeman ho una specie di sussulto, mi sento come quando in un bar sconosciuto mi azzeccano il caffè, chi non vive a Napoli apprezzerà la rarità del fenomeno. Zeman ritorna e io, prima per dieci minuti, poi per qualche giorno, compio un viaggio che è un misto tra ricordo e immaginazione. Ogni volta che torna Zeman apro i cassetti, faccio le valigie. [continua a leggere su Il Napolista]


Quella volta che Britos fece una grande partita

fonte ilnapolista

fonte ilnapolista

 

Quella volta che Britos fece una grande partita

Quella volta che Britos fece una grande partita a Roma venne giù una roba da diluvio. Era marzo, a Roma, quella volta che Britos fece una grande partita. Le aquile di quella squadra che giocava contro il Napoli, quella volta che Britos fece una grande partita, rimasero a mezz’aria, i tifosi, presenti all’Olimpico, intonarono cori contro i napoletani, credendo di fare una novità, ingenui. L’unica novità fu che Britos fece una grande partita. Quella volta che Britos fece una grande partita Marco Tardelli si accorse di tifare Lazio, e non fece nulla per nasconderlo, ma Britos decise di fottersene e disse: «Fanculo Tardelli, questa è la sera in cui sto facendo una grande partita.» [continua a leggere su Il Napolista]

 


La partita non guardata #25 e #26

fonte ilnapolista

fonte ilnapolista

La partita non guardata #25: Torino – Napoli

Il bar della stazione di Venezia Santa Lucia, stamattina, aveva la serranda alzata per metà. Ma che state a lutto, uagliù? Capisco la solidarietà veneta per i napoletani, ma non esageriamo. Aprite che non posso salire sul treno senza prima aver mangiato il cornetto. Cornetto senza nome, si capisce. Come prima cosa, oggi, avrei voluto pure io andare a Castelvolturno, a parlare coi ragazzi, prima di andare al lavoro, ma poi, vista la distanza, ho desistito; sarei arrivato con la furnacella di Britos già spenta, e figuriamoci, nessuno mi avrebbe lasciato un pezzetto di filetto, ‘na purpetta. Meglio così, come polpetta può bastare quella di Glick, l’uomo che non fa altro che segnare di testa su calcio d’angolo, solo i nostri difensori non erano stati informati. [continua a leggere su Il Napolista]

La partita non guardata #26 Napoli – Inter

Stamattina avrei avuto bisogno di comprare un quotidiano sportivo, per documentarmi sulla partita, fino alla sveglia non conoscevo nemmeno il risultato. Riflettendo, però (ammesso che si possa riflettere alle sei del mattino), sulla paroladocumentare, mi sono reso conto di come fosse meglio consultare Facebook che la Gazzetta, è cominciato così il mio sesto lunedì senza Mimmo Malfitano, del quale non avverto alcuna mancanza. Ne sono fuori. [continua a leggere su Il Napolista


La Partita non guardata #21 #22 #23 #24

fonte raffaeleauriemma.com

fonte raffaeleauriemma.com

La partita non guardata #21 Chievo – Napoli

Chi ha seguito un po’ la rubrica sa che soffro di ansia Chievo (e non sono il solo), sa del Tavor, dello Xanax, delle paure, dell’insonnia. Ma tu vedi se uno non deve dormire per colpa del Chievo, come se non bastasse Britos a provocare l’insonnia. Ricorderete che il Chievo per me è il Real Madrid. Paloschi è Bale. Pellissier è Cristiano Ronaldo. Il portiere, chiunque giochi, è Casillas. Immaginate, dunque, la mia gioia quando ieri sera verso le otto ho scoperto della vittoria del Napoli. Il primo pensiero è stato: abbiamo espugnato il Bernabeu, finalmente. Ieri sera stavo a Milano, stamattina niente treno. Mi sono detto: guardiamoci questa Domenica Sportiva, per una volta. Mamma mia, che tristezza. E che uallera. [continua a leggere su IlNapolista

La partita non guardata # 22 Napoli – Udinese

Nei giorni scorsi sono stato a Roma. Sono arrivato mercoledì sera, ho disertato un invito a cena e mi sono chiuso in camera per guardare Napoli-Inter. A metà partita ho tolto l’audio, i telecronisti Rai non si potevano sentire, ma il Napoli non segnava comunque. Insomma, la partita non si sbloccava e io dovevo uscire per andare in stazione a prendere la mia compagna. Ho spento al novantaduesimo, confidando nei supplementari. Entro in ascensore e mi arriva un messaggio di un’amica: “Errore di Ranocchia, ha segnato Higuain”. Partita vinta, mai passeggiata notturna a Roma fu più gradita. [continua a leggere su IlNapolista]

La partita non guardata #23 Palermo – Napoli

Le ricordate le cassatine della partita d’andata? No? Non vi preoccupate, a fine articolo vi torneranno in mente, tanto ‘ncopp ‘o stommec’ ‘e tenimm’ già. Deve essere chiaro che se i tifosi possono entrare nelle pasticcerie, il Napoli deve uscirne, no crema nelle gambe, no marmellata nei piedi, no miele nelle mani dei portieri. So che vi aspettate il racconto del San Valentino di Behrami e Zuniga. Volete sapere cosa hanno fatto, se l’hanno passato insieme, dove l’hanno passato, se ci sono ciuffi di capelli di Behrami nel buco del ginocchio di Zuniga, eccetera. Mi dispiace deludervi ma ho deciso di rispettare la privacy dei due personaggi, per questo weekend. Sappiate solo che non torneranno tanto presto da dove si trovano. [continua a leggere su IlNapolista]

La Partita non guardata #24 Napoli – Sassuolo

Prima fatemi dire di Luigi, sì, quello degli sms, con una scusa alla Zuniga non si presenta al laboratorio di poesia che è alle 19,00: «Devo lavorare fino a tardi, uagliù non ce la faccio.» Non gli ha creduto nessuno, quello ha pensato:ma qua’ laboratorio io mi guardo la partita. Io e Vincenzo ci incontriamo all’uscita della metropolitana, commentando l’assenza di Luigi, la cosa più tenera è stata: «Chillu curnut’». Tifosi del Napoli travestiti da poeti, questo siamo, così ci sentiamo, e in queste vesti entriamo nella galleria dove si svolgerà il laboratorio. Sono le 19,15 e chi sa a quant’ stamm’. Le speranze di Vincenzo sono tutte concentrate sul mio cellulare, solo perché il suo fa ancora più schifo del mio, speranze vane perché qui non c’è campo figuriamoci la rete. Campo, rete, il nostro vocabolario è molto limitato, alla faccia dei poeti. [continua a leggere su IlNapolista]


La partita non guardata #19 e #20

Higuain - fonte tuttonapoli.net

Higuain – fonte tuttonapoli.net

La partita non guardata #19 Lazio – Napoli

Forse l’hanno capita. I miei amici, voglio dire, quelli degli sms e whatsapp durante la partita. Oggi hanno taciuto, si vede che stavano cucinando. Meglio così. Comincio ad apprezzare questo orario di tarda mattinata, mi permette di documentarmi sulla partita entro sera ed evitare il supplizio Gazzetta del lunedì mattina. Devo dirvi, però, che pure oggi ho scoperto del gol del Napoli mentre la partita si stava svolgendo, addirittura in diretta. Niente, mi stavo loggando, in santa pace, su Twitter, con l’account del sito letterario che gestisco e ho sbagliato password. Sono entrato col mio account, senza accorgermene, esattamente mentre Anna Trieste twittava:Higuaiiiiiiiiin. Il tempo di sorridere e esultare e subito mi sono disconnesso. Mi sono, poi, messo a sistemare delle recensioni, tenendo in testa un unico pensiero: mantenimm’ l’uno a zero. Scrivevo di Ian McEwan e pensavo a Higuain. [continua a leggere su Il Napolista]

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La partita non guardata #20 Napoli – Genoa

Chi avrebbe mai pensato di arrivare a venti partite non guardate, spero apprezziate l’importanza del sacrificio. Venti partite sono un sacco di cornetti e, visto che tifiamo Napoli, un sacco di jastemme, ma a noi ci piace così. Venti partite fanno un sacco di minuti di ritardo dei miei Frecciabianca e un sacco di punti persi dal Napoli. Per fortuna ieri sera non è andata così. Io stavo già a Milano e non ho preso il treno e il Napoli, con merito e – diciamolo – grazie a una (se non due) sviste arbitrali, ha fatto sua l’intera posta. [continua a leggere su Il Napolista]


La partita non guardata #16 #17 e #18

 

foto @cuomo

foto @cuomo

La partita non guardata # 16 Napoli – Parma

Non avrei voluto cominciare con La Gazzetta, ma mi trovo costretto. Stamattina il Napoli sta alle pagine 10 e 11, considerando che si sono disputate soltanto due partite fatevi due conti, in prima pagina ci finiremo solo se giochiamo da soli, vabbè. Sempre la Rosa, a pag. 3, mi mette in un titolo la “È” maiuscola, invece che accentata, con l’apostrofo, su gazzettisti provate con “inserisci” di Word. Amici di infanzia, anche illuminati, gente che ne capisce, se ne escono con la seguente teoria: Benitez se ne deve andare perché non capisce che ha giocatori non adatti al suo tipo di gioco (veramente?), De Laurentis se ne deve andare perché non compra i calciatori che Benitez chiede. In pratica: duie sciem’. [continua a leggere su Il Napolista]

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La partita non guardata #17 Cesena – Napoli

Buon anno. Torno, e scusatemi se lo faccio, solo un attimo sul coro (coretto? canticchìo? canzuncella? insultello? stornellino?): Oh, Vesuvio lavali col fuoco. Ci torno con altro spirito, non perché lo ritenga meno razzista di prima, ma perché ho provato un misto di pietà e tenerezza guardando le immagini della partita di ieri. L’azione è quella del quarto gol del Napoli (il secondo di Higuain), il Cesena sta già perdendo tre a zero, i tifosi romagnoli, i simpaticissimi romagnoli, i conterranei del mio vice idolo di sempre Marco Pantani (è inutile ribadire chi sia l’idolo qui), cantano il corettino che si eleva in maniera chiara e distinta, mentre i giocatori del Cesena, forse concentrati sulla canzoncina, si fanno infilare per la quarta volta. Pensate alla tenerezza, pensate a ‘sti sciem’, tutti fieri del loro inutile coro, tutti pavoneggianti nella massa, tutti presi dall’idea che insultando un po’ i tifosi avversari si possa soffrire un di meno. [continua a leggere su Il Napolista]

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La partita non guardata #18 Napoli – Juventus

Biglietti agli amici

Chiedo scusa a Tondelli se gli rubo il titolo, ma ne ho bisogno per combattere l’eccesso comunicativo di alcuni cari amici: uagliù non mi dovete scrivere mentre non sto guardando la partita. Non dovete farlo per due motivi:

  1. Portate sfortuna. Le statistiche del mio personale campionato confermano, se arrivano sms o whatsapp, durante la partita, il Napoli al massimo pareggia.
  2. Rischiate di farmi venire un infarto e di compromettere la serietà di questo non cronista.

Nello specifico, ieri, prima mi scrive Andrea, tifoso del Cagliari (che già scassò la minchia in Napoli-Palermo), per farmi sapere che si sta commuovendo sentendo il San Paolo intonareNapule è. Ma, dico io, non puoi commuoverti in privato? Che mi devi scrivere a fare? Mi arriva più tardi un secondo messaggio. Stavolta si tratta di Luigi, lui sì che è tifoso del Napoli. Mi scrive: «Se segna pure Britos ce ne putimme pur’ ‘i». Ma sei pazzo, dico io? [continua a leggere su Il Napolista]

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© Gianni Montieri


La partita non guardata #14 e #15 : Napoli – Empoli e Milan – Napoli

fonte gazzetta.it

fonte gazzetta.iy

 

Napoli – Empoli: Rimettete Higuain e Callejon dentro i completini

Ne avevo già accennato in un’altra occasione, ma ribadisco che per il Napoli – soprattutto per i tifosi del Napoli – giocare alle 12 e 30 dovrebbe essere l’orario ideale. La domenica nessuno di noi ha mai pranzato prima delle due e i migliori (o i peggiori) non si alzano da tavola prima delle cinque (ma se dico le sei non mi sbaglio di molto). Però chi cucina? Quindi tutto perfetto: scassiamo all’Empoli e poi ci andiamo a sfondare di cibo per tutto il pomeriggio. Tutto questo ragionamento tecnico/tradizionale può funzionare per i tifosi, ma è evidente che non funziona per i calciatori del Napoli. Che gli avranno dato? Cento grammi di pennette al sugo verso le dieci e mezza? Non esiste, verso l’una già tenevano fame, ma era la fame sbagliata. Invece della fame di vittoria tenevano fame di braciole. Questo è. [continua a leggere su Il Napolista]

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Milan – Napoli: Cara Gazzetta, il razzismo non è questione di rime sbagliate

Quando non guardo le partite mi occupo di poesia, stamattina sono costretto a parlare di rime. Rime sbagliate o rime corrette, su involontario invito de La Gazzetta. Il discorso che fa la Rosa (rosa molto sbiadito, parliamoci chiaro) è semplice, scrivendo dei soliti cori razzisti contro Napoli e i napoletani, parla di “certe rime sbagliate”, sottolineando come a causa di questi errori, non di contenuti, ma formali, il Milan sarà costretto a pagare una multa. A parte che io preferivo la squalifica della curva, caro Tavecchio, è chiaro il tentativo della Gazzetta di semplificare, di ridurre tutto al gioco, allo sfottò e quindi al piccolo errore di una rima sbagliata. [continua a leggere su Il Napolista]

© gianni montieri


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