Carlos Manuel Álvarez, Cadere (su Doppiozero)

Carlos Manuel Álvarez, Cadere, Sur 2020, trad. Violetta Colonnelli

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“Non cerchi di aggrapparti a niente, ti abbandoni alla corrente, come un corpo rotto, fino a che ti impigli in un giunco o qualche mulinello ti trascina o ti assesti su una secca, e poi l’ultima cosa che pensi è che è andata, ora ti addormenti, e che quello, che ora ti addormenti, è l’ultimo pensiero che fai, e che poi nella tua testa non ci sarà nient’altro, e poi, in effetti, non c’è nient’altro.”  [continua a leggere su Doppiozero]

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