Francesco Filia, L’ora stabilita (su HuffPost)

L’ora stabilita è la frantumazione del

Francesco Filia, L’ora stabilita, Fara edizioni, 2019

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Ciò che più colpisce, da sempre, della poesia di Francesco Filia è il forte (e deciso) avvertimento del senso di precarietà. Che scriva d’amore, di assenze, di manifestazioni di piazza, di lotte, di filosofia, di terremoti, di ruggine, di vertigini, di ascese meravigliate e di improvvise cadute, il poeta napoletano non smette mai di maneggiare la precarietà delle nostre esistenze e del tempo che passa, senza alcun controllo, senza rimedio, senza che nessuno di noi possa decidere mai nulla. [continua a leggere su HuffPost]

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