Mario Benedetti, Impalcature (su minima&moralia)

Mario Benedetti, Impalcature, nottetempo 2019, trad. Maria Niola

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“No, caro. È tutto finito. Ma è rimasto qualcosa, qualcosa che ci unisce. A volte ricordiamo. Cose. Cosette. Cosettine che ci pungono. Ci divertiamo, ridiamo. Di colpo ci prende la tristezza. Come in questo fottuto crepuscolo. Il guaio è che la malinconia ci prende a ogni ora. Abbiamo i crepuscoli della colazione, del mezzogiorno e della sera. Non nego che sia bello saperci tutti vivi e in salvo. In salvo per modo di dire, obietterebbe la tua Raquel. C’è sempre un’automobile bruciata, una croce uncinata su qualche muro, come un memento qua e là, magari qualcuno legge l’oroscopo per vedere se tornano i tempi propizi.”

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