Fabián Ruiz (su Rivista Undici)

Cosa ricordiamo di un calciatore? Quando penseremo a lui, andando indietro con la memoria, quando avrà smesso di giocare, cosa ci verrà in mente? Dell’attaccante ricorderemo un gol, del difensore un’entrata in scivolata, del portiere un volo all’incrocio dei pali. Può darsi che sia così, diciamo pure che è molto probabile. Dei calciatori più amati ricorderemo qualcosa di più: una caratteristica, un’attitudine, il modo di correre, la grazia nel controllo di palla, l’avanzata palla al piede a testa alta, un movimento particolare che faceva soltanto lui e che non dimenticheremo mai più, un modo sempre lo stesso di saltare l’uomo, un modo che ha sempre funzionato. [continua a leggere su Rivista Undici]

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