Rachel Cusk, Transiti (su Huffpost)

Rachel Cusk, Transiti, trad. Anna Nadotti, Einaudi 2019

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“Ma forse il futuro può attecchire solo sulle nostre ferite, ha detto.”

Rachel Cusk è tornata e ogni lettore dovrebbe esserne contento. La avevamo lasciata dopo “Resoconto” (Einaudi 2018) tradotto da Anna Nadotti, ne avevo scritto proprio qui su Huffpost. La avevamo lasciata con l’ansia buona di chi sa che sarebbe tornata presto. Lei aveva lasciato tutti quelli che la avevano letta stupefatti, carichi di meraviglia.

Con “Resoconto” qualcosa di nuovo era stato fatto con le parole; un nuovo piacevole, un nuovo che non aveva bisogno di inventarsi delle regole, ma che era in grado di scompigliare quelle già esistenti e di ricostruirle. Per Cusk la narrativa è un campo aperto in cui si può giocare in tanti modi, in cui fiction e memoir possono viaggiare dandosi la mano, sovrapporsi, abbracciarsi e qualche volta baciarsi.

Rachel Cusk torna con “Transiti”(Einaudi 2019), sempre ben tradotto da Anna Nadotti, secondo volume delle trilogia che si chiuderà con “Kudos”,e compie un altro piccolo miracolo letterario. [continua a leggere su Huffpost]

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