Jaume Cabré, Quando arriva la penombra (su Doppiozero)

Jaume Cabré, Quando arriva la penombra, La Nuova Frontiera, 2019

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Lo scrittore spagnolo Eduard Márquez ha intitolato un libro Ventinove racconti in meno (libro non ancora edito in Italia), titolo significativo che allude agli scarti, ai racconti rimasti fuori dalla raccolta. Jaume Cabré lo cita in postfazione al suo splendido Quando arriva la penombra (La nuova frontiera 2019, trad. di Stefania Maria Ciminelli) spiegando le modalità con cui è arrivato a scegliere le storie raccolte nel libro. Chiama i racconti i sopravvissuti; per far funzionare il meccanismo di inclusione delle storie è necessario lasciare da parte qualcosa, ciò che ci convince meno, ciò che non ci pare suoni bene nel complesso di quel che si vuole andare a narrare. Cabré dice poi delle aggiunte e dei tagli, naturalmente, ma ciò che è più interessante è quel che scrive appena prima:

«In genere sono alle prese con un romanzo, imbarcato in una specie di ritaglio che non so quanto durerà. Ma ogni tanto, come un navigante che per riposarsi attracca su un’isola sconosciuta, scrivo qualche racconto, spinto da quello su cui sto lavorando o, più spesso, cercando di allontanarmene per un po’. Ciò vuol dire che pian piano, senza far rumore, il sacco dei racconti si riempie.»

[Continua a leggere su Doppiozero]

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