Archivi del mese: novembre 2018

Mario Fillioley, La Sicilia è un’isola per modo di dire (su Huffpost)

Mario Fillioley, La Sicilia è un’isola per modo di dire, minimum fax, 2018

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Chi racconta ha questa responsabilità di raccontare un posto troppo raccontato, sempre raccontato per finzione per topos, bella location, ambientazione esotica. Se scrivi un libro, anche piccolo, anche scemo, questa cosa un po’ te la devi ricordare mentre lo scrivi, ci devi provare, altrimenti che fai? Di nuovo le frasi col verbo alla fine, l’accento calcato, […] il commissario che muore sparato perché non sa rinunciare all’iris con la ricotta? Di nuovo il ciclo dei vinti?

Qualche anno fa, Tiziano Scarpa ha scritto una bellissima introduzione alla edizione illustrata de Le avventure di Pinocchio di Collodi (Einaudi, 2008), un vero e proprio saggio sui modi di dire e sul loro uso originario, presi quindi alla lettera. Scarpa scrive:

“Detto fatto, prese subito la penna e il calamaio per mettere su carta «avere la testa di legno», «rimanere con un palmo di naso», «le bugie hanno le gambe corte», «per te mi getterei nel foco», «se non studi diventerai un somaro», «sono fritto», «far schiattare dal ridere»”.

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