Emma Glass, La carne (su minima & moralia)

Emma Glass, La carne, Il Saggiatore 2018, trad. di Franca Cavagnoli

 

«Peach. Non scappare più. Ti amo Lincoln.»

Il male e la paura, non possiamo evitare di averci a che fare, di incontrarli, di sopportarli, di viverli. Scopriremo il male sotto la sua peggior manifestazione, saremo preda delle paure più profonde. Tenteremo di schivare, di proteggere noi e chi ci sta accanto, ma spesso falliremo. Arriverà quel male che ci seguirà passo passo, che si impossesserà di ogni centimetro di pelle, che prenderà casa nella nostra stessa carne. La paura poi ci toglierà il respiro, ci farà sentire in bilico, ci costringerà a guardarci le spalle, a tenere le luci accese, a cercare conforto e, allo stesso tempo, tacere. Assoceremo male e paura alla voglia di scappare e al buio, e non sapremo che fare. Prima o poi accadrà. Se saremo fortunati ne saremo soltanto sfiorati, ne verremo fuori, troveremo uno spiraglio, una via di fuga. Se saremo sfortunati e occupati dal male quello vero, che è fatto di cattiveria e presunzione, che è un’invasione, un accanimento, un inseguimento, soccomberemo, a meno che da qualche parte non troveremo la forza di attaccarlo a nostra volta.  [continua a leggere su minima&moralia]

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