Sacha Naspini, Le Case del malcontento (su minima & moralia)

Sacha Naspini, Le Case del malcontento, edizioni e/o, 2018

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Allora me ne resto rannicchiata nel mio ruolo, come tutti, e come tutti partecipo all’imbroglio che ogni giorno mette in movimento i gesti inutili e misurati di queste marionette tenute insieme dallo stesso filo. Le Case è come uno spettacolo che va in scena solo per noi.

La prima volta che ho sentito parlare di Sacha Naspini è stata al telefono; un Luigi Bernardi molto brillante, come gli capitava spesso di prima mattina, mi disse: “Devi, il prima possibile, leggere Naspini, non te ne pentirai”. Era il 2011. Registrai il dato perché del parere di Bernardi mi fidavo ciecamente. Mi procurai I cariolanti (Elliot, 2009), ma per un motivo o per l’altro non lo lessi subito, lo accantonai per diversi mesi. A maggio del 2012 mi trovai a dividere una stanza con Bernardi a Sarzana; rideva con il volto illuminato solo dalla luce del suo Ipad, gli domandai cosa stesse facendo e perché ridesse, rispose: “Sto litigando con Naspini”. Naspini! L’avevo dimenticato, la settimana successiva lessi il romanzo, in due sere soltanto. [continua a leggere su minima&moralia]

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