Archivi del mese: gennaio 2017

una frase lunga un libro #87: Charles Wright, Italia

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Una frase lunga un libro #87: Charles Wright, Italia, a cura di Moira Egan e Damiano Abeni, Donzelli 2016; € 18,50

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Non una parola s’è mai dissolta in gloria, non una.
Continuiamo a mandarle in alto, comunque,
così come il sole piove giù.

Not one word has ever melted in glory not one.
We keep on sending them up, however,
As the suns rains down.

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Ci sono libri che vengono da molto lontano, un lontano costruito negli anni e sugli anni; libri che sono la somma di altri libri, di parole pensate e scritte nell’arco di decenni; libri che raccontano molte storie, che ne ricordano altre; libri che accompagnano, che costruiscono un mondo  dopo averne osservato un altro. Libri fatti di viaggi e residenze, libri di suoni e desinenze, libri che hanno un passo classico e un occhio moderno. Libri che portano il nome di un luogo e che quel luogo reinventano. Uno di questi libri è lo straordinario volume di poesia Italia di Charles Wright, curato nell’edizione italiana da Moira Egan e Damiano Abeni, ma costruito dai traduttori insieme al poeta americano, libro che Wright sognava di realizzare da molti anni, sogno che comprendiamo bene dopo aver finito di leggere il libro. [continua a leggere su PoetarumSilva]

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Una frase lunga un libro #86: Domenico Starnone, Scherzetto

n. 86 Starnone, Scherzetto

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Una frase lunga un libro #86: Domenico Starnone, Scherzetto, Einaudi 2016; € 17,50, ebook € 9,99

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Di passaggio in passaggio montò una smania di lucida denigrazione. Vidi di colpo un vecchio senza qualità, forze scarse, passo incerto, vista offuscata, sudori e gelo improvviso, una svogliatezza crescente interrotta solo da sforzi fiacchi della volontà, entusiasmi finti, malinconie reali. E quella immagine mi sembrò la mia vera immagine, vera non solo adesso, a Napoli, nella casa dell’adolescenza, ma – l’onda della depressione dilagò – vera anche a Milano da tempo, dieci anni, quindici, sebbene non nitida come in quel momento.

Ultimamente mi capita di leggere spesso romanzi che in qualche modo riguardino la comunicazione, ovvero la creazione di un linguaggio, ovvero la determinazione di un codice che consenta a soggetti – in qualche modo distanti tra loro, per distanza fisica, di età, di formazione culturale, per una diversa visione delle cose…

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Una frase lunga un libro #85: Brian Turner, La mia vita è un paese straniero

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turnerUna frase lunga un libro #85: Brian Turner, La mia vita è un paese straniero, traduzione di Guido Calza, NN editore 2016, € 18,00, ebook € 8,99

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Era come abitare in una bomba inesplosa.

Mi sono spesso domandato quali fossero le ragioni di un soldato, non potendo domandarmi le ragioni di qualunque guerra. Le ragioni di un soldato dei nostri tempi, uno che abbia combattuto nella ex-Jugoslavia, in Iraq e in Afghanistan, per capirci. Se mi fermo a pensare, ad esempio, ai soldati americani, immagino (ma in realtà registro le cose che ci hanno sempre raccontato) che si arruolino per due motivi; per il famoso “Volevo servire il mio paese”, e poi perché nelle piccole cittadine del Vermont, del Montana, della Virginia, dell’Ohio dove c’è poco lavoro e, soprattutto, niente altro da poter fare, le scelte per spostarsi o fare qualcosa sono veramente poche. Questo ci ha detto la storia…

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