Archivi del mese: novembre 2016

Milo De Angelis, due poesie inedite

due poesie inedite di Milo De Angelis con una mia breve nota su Poetarum Silva

Poetarum Silva

foto di Viviana Nicodemo foto di Viviana Nicodemo

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Canzoncina per una bella ala sinistra

Aveva i calzettoni abbassati e la maglietta bianconera
e noi restammo di stucco: una bella, una vera
ragazza nella squadra avversaria! Sì, una ragazza
con i capelli a caschetto e un guizzo velocista,
un bel sorriso da folletto nel nostro Istituto
maschile per eccellenza. Non era lei a farci paura,
ma un’oscura presenza, un’eco di fiori e di sussurri,
di unghie rosse, di spose, di veli, erano quelle vorticose
onde del sangue, le minacce dall’ignoto, era il vuoto
che irrompeva nel cortile gesuita, era la vita!

(1967)

*

Un’altra busta poi ci sono le schede fa caldo
se non le hanno spostate la firma e tutti
i rinnovi cambiali in protesto una copertura
le proroghe tariffe che saltano
e la carta carbone dopo le polizze la faccenda
dei premi proroghe al timbro la garanzia
altre schede e le pratiche…

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Una frase lunga un libro #82: Raymond Carver, Orientarsi con le stelle

Orientarsi con le stelle, Raymond Carver su poetarum silva

Poetarum Silva

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Una frase lunga un libro #82: Raymond Carver, Orientarsi con le stelle, minimum fax, 2016,  16,00; trad. di Riccardo Duranti e Francesco Durante

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Una forgia e una falce

Un minuto fa avevo le finestre aperte
e c’era il sole. Tiepide brezze
attraversavano la stanza.
(L’ho scritto anche in una lettera.)
Poi, sotto i miei occhi, si è fatto buio.
Il mare ha cominciato a incresparsi
e le barche da diporto che erano a pesca
hanno virato e sono rientrate, una flottiglia.
Il tintinnabolo sotto al portico è caduto
di colpo sotto una raffica. le cime degli alberi
tremavano. Il tubo della stufa cigolava e sbatteva
trattenuto dai tiranti.
Ho detto: “Una forgia e una falce”.
Certe volte parlo da solo, così.
Nomino certe cose:
argano, gomena, limo, foglia, fornace.
Il tuo volto, la tua bocca, le tue spalle
ora sono per me inconcepibili!
Che fine hanno fatto? È…

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Quando imparammo a tremare

milano, foro gm

milano, foto gm

Scrissi questo pezzo l’anno scorso, per il trentacinquesimo anniversario del terremoto dell’Irpinia, fu quella una ferita che ci avrebbe segnato profondamente, che avrebbe condizionato le nostre vite, eravamo bambini e non lo sapevamo ancora.

per Angela, mia sorella

Non avevamo paura, eravamo bambini. I bambini non hanno paura, non quella paura consapevole dei grandi. I bambini hanno paura soltanto di quello che la loro fantasia o suggestione riesce a creare. I bambini non hanno paura del fatto, del reale, dell’accaduto. Il 23 novembre 1980, di pomeriggio, di domenica, di domenica e di pomeriggio di trentacinque anni fa, io e mia sorella e i miei cugini eravamo bambini, quando si avvertì la prima scossa non avemmo paura, non sapevamo cosa fosse, per tutti quei secondi, circa un minuto e mezzo, più tardi anche noi bambini avremmo capito che si trattò di un tempo infinito, ma questo avvenne dopo, la scossa venne mentre noi stavamo giocando a calcio. [continua a leggere su minima&moralia]


Una frase lunga un libro #80: Francesca Gironi, Abbattere i costi

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Una frase lunga un libro #80: Francesca Gironi, Abbattere i costi, Miraggi edizioni 2016, € 10,00

Non rispondo al telefono per paura
che uno sconosciuto
con voce sconosciuta
mi domandi qualcosa.

[…]

Non mi troveranno
questa volta non mi troveranno.

Abbattere i costi è stato per me una grande sorpresa. Un libro semplice e complicato, profondo e delicato, ironico e malinconico, più che mai attuale. La sorpresa è stata ancora più grande perché di Francesca Gironi non avevo mai letto nulla, l’avevo ascoltata una volta a Roma, al Poetry Slam di ‘Ritratti di Poesia’ di un paio d’anni fa, ma distrattamente; quindi queste poesie sono per me una novità assoluta. E niente più che un’intuizione mi ha fatto scrivere all’autrice per chiederle il libro. Gironi conferma ancora una volta ciò che sostengo spesso, cioè che si possano scrivere poesie che stiano dentro al tempo, usando le cose di tutti i…

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Una frase lunga un libro #81: Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a una rosa

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Una frase lunga un libro #81: Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a una rosa, Carteggi Letterari, 2016, € 10,00

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Volevo scrivere di loro
ma mi chiedevo come

Leggo Francesco Tomada da molti anni, ho tanta stima di lui e poi siamo diventati amici. Dovrei, dunque, sapere, o credere di sapere, ogni cosa della sua poesia; dopo aver letto Non si può imporre il colore a una rosa mi sono reso conto che non è così, ed è meglio, perché il poeta che leggeremo sempre è quello che non conosceremo mai fino in fondo. Oggi scrivo di questo nuovo libro, uscito per Carteggi Letterari e impreziosito dai disegni di Francesco Balsamo e da una nota di Natàlia Castaldi, per capire qualcosa di più della poesia di Tomada. I due versi che ho scelto sono bellissimi e rappresentano non solo una delle grandi domande che ci si pone quando…

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Poesie inedite

Parigi 2016, foto gm

Parigi 2015, foto gm

Nei giorni scorsi sono uscite alcune mie poesie inedite, tratte dal libro in costruzione, ormai quasi pronto. 5 poesie sono uscite sul sito di Nuovi Argomenti e due sul blog di Viola Amarelli. Raggruppo i link qui sotto per chi volesse rileggerle. Grazie. (gm)

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700

Settecento diviso sette
fa cento. Sette file da cento.
No, non va bene, ritento.
Settecento diviso cento
fa sette. Cento file da sette
sul lungomare, non ci stanno.

[continua a leggere su Nuovi Argomenti]

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(a AMC)

Non succede niente a Roma, adesso
è una sirena che spiega sull’acqua
nulla di nuovo lungo il fiume opaco
niente fosse il fango, niente sui ponti

[continua a leggere su ViolaAmarelli]

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Una frase lunga un libro #79: Rick Moody, Hotel del Nord America

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moodyUna frase lunga un libro #79: Rick Moody, Hotel del Nord America, trad. di Licia Vighi; Bompiani, 2016, € 18,00.

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All’epoca in cui i Culture Club, il gruppo pop inglese, erano all’apice del successo, io mi stavo specializzando in sociologia e, non me ne vogliate, ma mi piaceva canticchiare il pezzo che li aveva resi famosi , “Do You Really Want to Hurt Me?”. Tuttavia, diffondere ogni giorno questa canzone, insieme a “Boys Don’t Cry” e “Should I Stay or Should I Go?”, in versione jazzata, dalle casse della sala da pranzo significa andare in cerca di guai. Katherine Salk era convinta che fosse stato il brano dei Culture Club a farle esplodere l’emicrania, ma potevano anche essere stati i mobili gialli.

Come si può raccontare la vita delle persone? Come si descrivono? Come si inventa un personaggio? Come si costruiscono un ambiente narrativo e un paragrafo? Come si fa…

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Una frase lunga un libro #78: Donald Antrim, La luce smeraldo nell’aria

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Una frase lunga un libro #78: Donald Antrim, La luce smeraldo nell’aria (trad. di Cristiana Mennella), Einaudi, 2016; € 18,00, ebook € 9,99

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Era l’ora in cui cominciavano a sfolgorare le luci dei palazzi e dei grandi magazzini. Pozze luminose si spandevano dalle soglie dei negozi, attraversate da gente in maschera, non solo bambini ma anche adulti, dirette alle feste per Halloween o nei bar. Stephen avanzò deciso contro una corrente di fantasmi, pirati e infermiere sexy dal regno degli spiriti. Passò davanti a una Marilyn Monroe distrutta, ma non riusciva più a vedere Alice in lontananza. Con mano tremante prese il Valium dalla tasca del cappotto, aprì il coperchio e se ne versò due. Gliene servivano una o due? Era la stessa domanda che aveva fatto a Alice, alla tavola calda.

Sono delle piccole gemme questi racconti di Donald Antrim, inizialmente pubblicati sul New Yorker, e qui tradotti…

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