Archivi del mese: luglio 2015

Ben Lerner – Nel mondo a venire

Ben Lerner – Nel mondo a venire. Su Poetarum Silva un mio articolo

Poetarum Silva

5088-3Ben Lerner – Nel mondo a venire, Sellerio, 2015. Traduzione di Martina Testa. € 16,00, ebook € 10,99

Premessa

Ho due amici, Cristiano (De Majo)  e Andrea (Pomella), caso vuole che entrambi siano scrittori e che nonostante questo siano miei amici. Negli ultimi mesi mi è capitato di parlare con loro di Ben Lerner, in particolare di questo libro: Nel mondo a venire, entrambi ne hanno anche scritto (in fondo aggiungerò i link ai loro articoli, la rete è l’archivio più grande del mondo, usiamolo), ma soprattutto me ne hanno parlato. Ora, dovete sapere che Cristiano e Andrea non sono tipi che si entusiasmano facilmente e se lo fanno non lo danno a vedere. Cristiano mi ha parlato di Lerner in preda, invece, a uno sconfinato entusiasmo, con una certa luce negli occhi, davanti a una birra, quasi rimproverandomi per il fatto che io non lo avessi ancora letto. Cristiano è…

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Una frase lunga un libro #22 – Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

#Unafraselungaunlibro 22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso

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14240759786334-agostinelliUna frase lunga un libro #22: Gianni Agostinelli, Perché non sono un sasso, Del Vecchio editore. € 14,00, ebook € 7,99

Se dopo un’osservazione sul tempo non hai modo di dire altro vuol dire che non hai nulla da dire e che quella nota sulla neve non era un prendere tempo per argomentare altro ma solo il vuoto che hai dentro

Chiudi il libro di Gianni Agostinelli e ti fai una domanda: Mi sono divertito o angosciato? Ebbene, non c’è una risposta, almeno non una sola, perché sono vere entrambe le cose. Matteo, il protagonista di questo romanzo, studente in filosofia rinunciatario, solo, per inadeguatezza più che per scelta, o per entrambe le cose (riconoscersi inadeguato rispetto al resto del pianeta non rappresenta, comunque, una scelta?), racconta un pezzo della sua vita di poco più che trentenne. Vita che si svolge in provincia, nell’Italia centrale, una vita senza amici, senza fidanzate, una…

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Afa (per L.G.)

berlino foto gm

berlino foto gm

 

Afa
(per L. G.)

L’afa si è installata nella mia testa.
Hai scritto, e ho pensato
a quando si ferma sopra il petto,
le volte in cui capita
di far fatica a respirare:

accade quasi sempre di notte
l’afa preme nel silenzio
o forse fuori passa una moto
e pensiamo all’ansia,
alla paura della morte,
al passato, e invece è afa,
una seccatura estiva.

(inedito 2015)

 

Afe


Janis Joyce – Seconda stella a destra

Janis Joice – Seconda stella a destra. una mia recensione su Poetarum Silva

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joyceJanis Joyce – Seconda stella a destra ed. Ad est dell’equatore, 2015. € 12,00

*

Caro lettore, ti ci porto dentro come fosse un viaggio. Hai mai viaggiato, lettore? Viaggiato, nel senso di andare lontano e poi vediamo, subito che mi scappano le rime lettore, ma tu non farci caso. Viaggiare nei luoghi lontani, non quelle robe zaino in spalla, o non quelle soltanto, viaggiare con l’idea di non tornare, cercando qualcosa, trovando tanto o niente. Tornare indietro, forse. Sei mai tornato, lettore? Com’è? Poi c’è il viaggiare nel tempo, non parlo di macchine, o cose tipo Ritorno al futuro, parlo semplicemente di leggere. Te li ricordi gli anni ottanta, lettore? Questa è la prima cosa di cui voglio parlarti mentre vado a dirti di questo libro. Ecco, da adesso fin quasi alla fine mi rimetto alla tua attenzione.

Seconda stella a destra non è un romanzo sugli anni ottanta…

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Milo De Angelis – Incontri e agguati

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Milo De Angelis – Incontri e agguati

 

Se dovessi scegliere una parola come simbolo di Incontri e agguati, il nuovo libro di poesie di Milo De Angelis, sceglierei: vita. Se me ne chiedessero un’altra, forse, direi: memoria. La prima, soprattutto, potrebbe sembrare una scelta strana, parliamo di un libro che comincia così: «Questa morte è un’officina / ci lavoro da anni e anni», e tutta la prima parte della raccolta (il libro è diviso in tre blocchi) ha come tema la morte, eppure la vita è un’ipotesi plausibile. [continua a leggere su Rivista Studio]


Una frase lunga un libro #21: Giacomo Verri, Racconti partigiani

#unafraselungaunlibro 21 su Poetarum Silva. “Racconti partigiani” di Giacomo Verri

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Racconti-partigianiUna frase lunga un libro #21: Giacomo Verri, Racconti partigiani, Biblioteca dell’Immagine, 2015. € 14,00

Parlo di Boezio che oggi non c’è più e che io ricordo in una mattina di aprile del novantotto. Faceva caldo e c’era molta gente in attesa davanti all’ufficio postale. Quello di Bornate, che è piccolo e ci stanno sedute solo tre persone alla volta. Io non lo conobbi e lui non mi conobbe. Nel senso che tra noi non ci furono molte parole. Io sapevo chi era. Lui, ovviamente, no. Perciò quella volta lo osservai con agio, come si fa quando si è in fila, senza che egli si stupisse del mio sguardo. Oggi so tutto di Boezio.

Mi capita spesso, o mi è capitato, di dire quanto mi interessi, quanto ancora mi colpisca la storia della Seconda guerra mondiale, la nostra. In particolare, quanto io abbia fame e necessità di leggere della Resistenza…

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Roberto Bolaño a Piazza Garibaldi

fonte foto: la rete

fonte foto: la rete

Roberto Bolaño a Piazza Garibaldi

 

I treni che vanno e vengono sono uguali
qui o a Santiago, a Parigi come in Spagna,
le stazioni no, le persone ancora meno
i binari sono già letteratura, credo

che avrei rubato libri come in Cile
se fossi nato qua, avrei rubato comunque
mi sarei arrangiato, avrei perso
avrei dimenticato ma non tutto

questa è una frontiera in diagonale
ogni vicolo, ogni incrocio è una linea
e tutto marca una differenza, un’assenza
avrei tenuto a mente il tufo, l’ignoto.

*

(Gianni Montieri, da Turisti americani, in: V. Amarelli, F. Filia, V. Frungillo, G. Montieri, Immo,  La disarmata, CFR 2014)

Nota: Roberto Bolaño moriva il 15 luglio del 2003, ora più ora meno, dodici anni fa.


Cristiano Poletti, tre poesie inedite (con una nota di Gianni Montieri)

Su Poetarum Silva tre poesie inedite di Cristiano Poletti, accompagnate da una mia breve nota

Poetarum Silva


PS.cop.l.15

.

Suggestione e immagine

…forse perché moltiplica
e il giorno copia e nomina, così
nel fuoco di un’origine la notte
apre, riapre
l’ora di un sogno e nell’ora una via,
una secondaria, esistita mai
e sempre, senza nome, di Padova.

Vedi come scende nel giorno, scende
su un infilarsi di statue e persone
il secondario tutto, della vita.

Con me diversi altri confondono
parole e versi, spingono
impressioni dentro o dopo i ricordi,
se ne vanno dalla stazione al cuore
della città, nei suoi mattoni tanto
che più di Padova Mantova sembra.

Si avvicinano intanto
come da un bar lontano musiche
e con queste pare
inizi il finale
che sia di anno o stagione, forse un male
che entra nei suoi vestiti, amara carne,
in ogni sua versione. Lasciarsi,
si è qui per quello, ognuno in sé
stanco, dentro una musica.

E voi invece non siete
stanche, suggestione e immagine,

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Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano

#unafraselungaunlibro numero 20 Mirko Volpi, Oceano Padano – su Poetarum Silva

Poetarum Silva

9788858120200Una frase lunga un libro #20: Mirko Volpi, Oceano Padano, Editori Laterza, 2015. € 13,00, ebook € 7,99

[…] negli occhi ho sempre quel panorama, immobile, nitido – non succede niente, qualche uccello ogni tanto si intromette nello spazio visivo, un pesce di fosso si azzarda sul pelo dell’acqua. Ovunque vada, io rimango qua. La stasi è vita, spostarsi una sua ipercinetica contraffazione.

Ho avuto un collega. Uno fra molti, ora è in pensione. Mi raccontava spesso di non essere mai andato oltre il Po, all’inizio non capivo, poi ho cominciato ad ascoltarlo con più attenzione, che significa guardare negli occhi mentre si ascoltano le parole, e seguire poi lo sguardo, che andava oltre la finestra dell’ufficio, mentre mi diceva. I suoi fine settimana passati in barca, da solo, a pescare. La partenza da Milano prima dell’alba, la barca a Bereguardo. Il ponte della Becca. Il risotto alle rane. Silenzio e nebbia…

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Andrea Longega: Primo lustro

Poetarum Silva

andrea-longega-primo-lustro-2Andrea Longega, Primo lustro, Nervi edizioni, 2015

*

Spesso il lavoro del poeta è paragonato, a volte giustamente a volte meno, a quello dell’artigiano; paragone che si potrebbe estendere anche a certi scrittori di racconti brevi. Il lavoro sul foglio, la scelta di ogni parola, la decisione di lasciarne fuori qualcuna. Riguardare il foglio, modificare ancora, oppure fermarsi, accorgendosi d’aver finito. Cose per le quali occorre del tempo, come per le cose fatte a mano. Ho sempre pensato che Andrea Longega fosse un poeta di quel genere, uno che cura le parole, che pensa a un doppio suono, quello del dialetto e dell’italiano, che anche quando parla, parla poco. Sarà la sua indole, sarà la Laguna, dove è nato e vive, un posto dove comanda l’acqua è un posto che ti ridimensiona, ti ricorda la tua piccolezza, ti tiene lontano dal mondo, e allora tu impari a mantenere…

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