Archivi del mese: gennaio 2015

Un’intervista su Avremo cura

Avremo cura - copertina solo prima

Intervista/recensione a cura di Filippo Di Nardo

 

Sono passati cinque anni da Futuro Semplice, primo libro di Poesie di Gianni Montieri, ed ora è nelle librerie: Avremo Cura, edito da Zona Contemporanea, con foto di copertina ed immagine dell’autore di Anna Toscano.

L’autore giuglianese attraverso (e con) questo volume, diviso in due percorsi, traccia un profilo umano e sociale di un mondo che può esserci distante, se ci giriamo dall’altra parte, ma talmente vicino quando si sfiorano sentimenti e stati d’animo.

Non tralascia i percorsi giovanili e non dimentica (come si potrebbe?) la sua città natale, la quale, seppur ormai distante, ha segnato una gioventù non troppo remota ma che, inesorabilmente, appartiene al passato.
Un passato che non si cancella e che sovente ritorna come fotografia in bianco e nero.

Questo libro mi ha innescato la curiosità del lettore e allo stesso tempo il desiderio di sapere come cambia lo style di un poeta (ma non solo) che in gioventù ha vissuto una realtà diversa dall’odierna maturità artistica ed umana.

Lo chiamo al telefono. La disponibilità è immediata.

Partiamo col confermare la forza onomatopeica, talvolta devastante, di ogni parola scritta: possiamo dire che il termine paura, di per sé, è vivere la quotidianità. Ma la parola futuro potremmo associarla all’ignoto?
Io, la parola futuro preferisco associarla alla speranza, anzi, alla curiosità. Il futuro è, forse, la nostra voglia di andare a vedere.

Milano, una città e il suo vivere: le manca il sole che scalda l’anima?
A ciascuno il suo. Milano ha un suo sole che non c’entra con quello del sud. Ha una sua luce, basta saperla trovare. I posti, credo, diventino un po’ come noi, se Milano ha un sole, per me, è perché me lo porto appresso, sarà vero? Però, non è male pensarlo.

Cominciando a leggere: “Infine furono le case di ringhiera…” m’è ritornato in mente un brano della PFM, Maestro Della Voce, dedicato a Demetrio Stratos. Che musica ascolti?
Spazio molto. Ascolto ancora parecchio rock, non mancano il jazz e il blues e i cantautori italiani, questi ultimi un po’ meno spesso di prima. Mi interessa molto il circuito del rock indipendente statunitense.

Scrutando l’urbanistica di una città, poniamo Marghera, potremmo farci un’idea della gente che la vive?
Marghera è un caso molto particolare, dovremmo provare a capire chi le sopravvive, o chi le è sopravvissuta. Eppure, certe mattine, quella architettura diventa di una bellezza assoluta. [continua a leggere su Melitonline.net]

Annunci

Presentazione La Disarmata

La Disarmata – questa sera presentazione a Napoli

Poetarum Silva

disarmata
alle ore 17.00
Biblioteca Benedetto Croce, Via Francesco De Mura n. 2/bis – Vomero – Napoli ( Via Luca Giordano)

Viola Amarelli, Francesco Filia, Vincenzo Frungillo, Immo, Gianni Montieri

nell’ambito del ciclo di incontri Apeironideato da Bruno Pezzella

presentano

LA DISARMATA (Cfr edizioni, 2014)
Con

Antonio Filippetti
Bruno Pezzella
Aldo Spina ( reading)

View original post


Le cronache della Leda #38 – “Avevi una gonna rossa”

le cronache della leda n. 38

Poetarum Silva

Commedie-Americane-Brillanti-268x200Le cronache della Leda #38 – “Avevi una gonna rossa”

Siamo andate poi a cena, noi quattro. Io, la Wanda, l’Adriana e, di nuovo, la Luisa. Abbiamo prenotato per le sette, all’Osteria Sottocasa, il ristorante preferito della Luisa. Ci siamo trovate lì, quattro vecchie, arzille e raggianti. La Luisa è arrivata in blu, pullover e gonna lunga, ma la meraviglia è stata la Wanda. È arrivata con una gonna rossa da film, una di quelle che portava quando eravamo ragazze. Ha sorriso quando si è accorta che avevamo capito. «Dove mi hanno portato le mie gonne rosse?» Ha detto, guardandoci con l’aria a metà tra il mesto e il divertito. «Per arrivare a essere vostra inseparabile amica sarebbe bastato molto meno, e così è stato, ma io mi ricordo quando sceglievo le gonne, quando il primo occhio cadeva sul rosso. Il giallo è sempre stato troppo per me. Il blu eri tu…

View original post 210 altre parole


La partita non guardata #19 e #20

Higuain - fonte tuttonapoli.net

Higuain – fonte tuttonapoli.net

La partita non guardata #19 Lazio – Napoli

Forse l’hanno capita. I miei amici, voglio dire, quelli degli sms e whatsapp durante la partita. Oggi hanno taciuto, si vede che stavano cucinando. Meglio così. Comincio ad apprezzare questo orario di tarda mattinata, mi permette di documentarmi sulla partita entro sera ed evitare il supplizio Gazzetta del lunedì mattina. Devo dirvi, però, che pure oggi ho scoperto del gol del Napoli mentre la partita si stava svolgendo, addirittura in diretta. Niente, mi stavo loggando, in santa pace, su Twitter, con l’account del sito letterario che gestisco e ho sbagliato password. Sono entrato col mio account, senza accorgermene, esattamente mentre Anna Trieste twittava:Higuaiiiiiiiiin. Il tempo di sorridere e esultare e subito mi sono disconnesso. Mi sono, poi, messo a sistemare delle recensioni, tenendo in testa un unico pensiero: mantenimm’ l’uno a zero. Scrivevo di Ian McEwan e pensavo a Higuain. [continua a leggere su Il Napolista]

*

La partita non guardata #20 Napoli – Genoa

Chi avrebbe mai pensato di arrivare a venti partite non guardate, spero apprezziate l’importanza del sacrificio. Venti partite sono un sacco di cornetti e, visto che tifiamo Napoli, un sacco di jastemme, ma a noi ci piace così. Venti partite fanno un sacco di minuti di ritardo dei miei Frecciabianca e un sacco di punti persi dal Napoli. Per fortuna ieri sera non è andata così. Io stavo già a Milano e non ho preso il treno e il Napoli, con merito e – diciamolo – grazie a una (se non due) sviste arbitrali, ha fatto sua l’intera posta. [continua a leggere su Il Napolista]


Poesie della memoria (di Anna Maria Curci e Gianni Montieri)

Poetarum Silva

berlino - foto di gianni montieri berlino – foto di gianni montieri

Roma, 16 ottobre 1943

Se Cassandra è Celeste,
è vestita di nero
è scarmigliata e sciatta
è fradicia di pioggia.

A vuoto profetizza,
scombinata com’è.
«Sfiduciata speranza»
apre gli occhi e li chiude.

Nell’alba successiva
le grida stropicciate.
Razzia, rastrellamento
nel cielo grigio topo.

Sachsenhausen, febbraio 2010

Tredici mesi fa a Sachsenhausen
corteggiava la neve il paradosso
dietro l’angolo, oltre il passeggio e quei
villini; in fila sgranavamo muti
nomi, biglietti, lembi di presenze.

Nel pomeriggio di fine febbraio
c’era chi preferiva altre visioni,
stracci colorati, East Side Gallery.

C’incontrammo la sera in Friedrichstraße.

 

Birkenau, 24 ottobre 2012

Il vento non serpeggia, il vento attizza
l’abbaiare di voci e pastori tedeschi.

La voce ferma e tremante di Sami
non pronuncia il nome, ma «links!» e «rechts!»,
spartiti per straziare corpi e storie.

Al crematorio due, al lato opposto
del…

View original post 415 altre parole


Nadia Terranova – Gli anni al contrario

oggi ho scritto su Poetarum Silva de Gli anni al contrario di Nadia Terranova

Poetarum Silva

gliannialcontrarioNadia Terranova – Gli anni al contrario – Einaudi, 2015 – € 16,00 – ebook € 9,99

Era un giorno di Fata Morgana, uno di quelli in cui la luce rende la Calabria così vicina che sembra di poterla toccare, tanto che si raccontano storie su chi, impazzendo, si è tuffato convinto di poter raggiungere a nuoto la punta del continente.

In questo bellissimo passaggio c’è tutto il senso de Gli anni al contrario, il romanzo di Nadia Terranova, uscito da qualche giorno, ma c’è anche di più. Il miraggio dei giorni di Fata Morgana, così frequente nello Stretto di Messina, è il miraggio di chi, dai piccoli paesi, dalle piccole città di provincia non ha mai potuto prendere parte alle cose. Le cose che cambiavano la Storia avvenivano sempre da un’altra parte e il potervi partecipare era un’illusione, gli eventi sfilavano all’orizzonte fino a perdersi, confondersi, come un miraggio. Il…

View original post 562 altre parole


Ian McEwan – La ballata di Adam Henry

Poetarum Silva

mcewanIan McEwan – La ballata di Adam Henry – Einaudi, 2014 – € 17,00 – traduzione di Susanna Basso

Incontrare nuovamente la scrittura di Ian McEwan è confortante. Si naviga, sempre, in acque sicure, che non significa trovare sempre lo stesso romanzo, anzi, vuol dire – invece – riconoscere certi meccanismi, punti cardine di qualunque storia lo scrittore inglese decida di raccontare. La precisione, la lucidità con cui affronta il tema scelto, la narrazione che viaggia su più piani, più inquadrature. C’è una scena, ma i pensieri, i dialoghi o i silenzi, di quella scena rimandano a un’altra situazione avvenuta nel passato o che il lettore incrocerà nel capitolo successivo. Così tesse le sue trame McEwan. La preparazione documentale è cruciale nei suoi i libri e in questo ancora di più. Ne La ballata di Adam Henry c’entrano la giurisprudenza, la medicina, la religione, non si può improvvisare. McEwan non improvvisa: ecco…

View original post 488 altre parole


Le cronache della Leda #37 – Quando la Glück mi spiega mio figlio

Poetarum Silva

louise gluck (fonte exeter.edu) Louise Glück (fonte exeter.edu)

Le cronache della Leda #37 – Quando la Glück mi spiega mio figlio

Mio figlio mi accusa
della sua infelicità, non
a parole, ma nel modo
con cui guarda a terra, procedendo
lentamente nel vialetto; sa
che lo osservo. Per questo
saluta il gatto,
per far vedere che è capace
di mostrare liberamente il suo affetto.
Mio padre faceva
lo stesso col cane.
Mio figlio ed io, siamo i più grandi
esperti viventi in fatto di silenzio.
La neve spazza il cielo;
cambia
direzione, prima
si tuffa in verticale, poi vien giù obliqua.

Si dice che le poesie non vadano spiegate, ma nulla vieta a loro di spiegarci qualcosa, qualcosa di noi stessi. Questa è la poesia. Una cosa che permette, nel lampo di un apri e chiudi finestra, a una signora che vive negli Stati Uniti di scrivere versi tanto puliti, perfetti ed efficaci, da…

View original post 255 altre parole


La partita non guardata #16 #17 e #18

 

foto @cuomo

foto @cuomo

La partita non guardata # 16 Napoli – Parma

Non avrei voluto cominciare con La Gazzetta, ma mi trovo costretto. Stamattina il Napoli sta alle pagine 10 e 11, considerando che si sono disputate soltanto due partite fatevi due conti, in prima pagina ci finiremo solo se giochiamo da soli, vabbè. Sempre la Rosa, a pag. 3, mi mette in un titolo la “È” maiuscola, invece che accentata, con l’apostrofo, su gazzettisti provate con “inserisci” di Word. Amici di infanzia, anche illuminati, gente che ne capisce, se ne escono con la seguente teoria: Benitez se ne deve andare perché non capisce che ha giocatori non adatti al suo tipo di gioco (veramente?), De Laurentis se ne deve andare perché non compra i calciatori che Benitez chiede. In pratica: duie sciem’. [continua a leggere su Il Napolista]

*

La partita non guardata #17 Cesena – Napoli

Buon anno. Torno, e scusatemi se lo faccio, solo un attimo sul coro (coretto? canticchìo? canzuncella? insultello? stornellino?): Oh, Vesuvio lavali col fuoco. Ci torno con altro spirito, non perché lo ritenga meno razzista di prima, ma perché ho provato un misto di pietà e tenerezza guardando le immagini della partita di ieri. L’azione è quella del quarto gol del Napoli (il secondo di Higuain), il Cesena sta già perdendo tre a zero, i tifosi romagnoli, i simpaticissimi romagnoli, i conterranei del mio vice idolo di sempre Marco Pantani (è inutile ribadire chi sia l’idolo qui), cantano il corettino che si eleva in maniera chiara e distinta, mentre i giocatori del Cesena, forse concentrati sulla canzoncina, si fanno infilare per la quarta volta. Pensate alla tenerezza, pensate a ‘sti sciem’, tutti fieri del loro inutile coro, tutti pavoneggianti nella massa, tutti presi dall’idea che insultando un po’ i tifosi avversari si possa soffrire un di meno. [continua a leggere su Il Napolista]

*

La partita non guardata #18 Napoli – Juventus

Biglietti agli amici

Chiedo scusa a Tondelli se gli rubo il titolo, ma ne ho bisogno per combattere l’eccesso comunicativo di alcuni cari amici: uagliù non mi dovete scrivere mentre non sto guardando la partita. Non dovete farlo per due motivi:

  1. Portate sfortuna. Le statistiche del mio personale campionato confermano, se arrivano sms o whatsapp, durante la partita, il Napoli al massimo pareggia.
  2. Rischiate di farmi venire un infarto e di compromettere la serietà di questo non cronista.

Nello specifico, ieri, prima mi scrive Andrea, tifoso del Cagliari (che già scassò la minchia in Napoli-Palermo), per farmi sapere che si sta commuovendo sentendo il San Paolo intonareNapule è. Ma, dico io, non puoi commuoverti in privato? Che mi devi scrivere a fare? Mi arriva più tardi un secondo messaggio. Stavolta si tratta di Luigi, lui sì che è tifoso del Napoli. Mi scrive: «Se segna pure Britos ce ne putimme pur’ ‘i». Ma sei pazzo, dico io? [continua a leggere su Il Napolista]

***

© Gianni Montieri


Buon compleanno vecchio

 

Avvoltoi - Amazzonia, 2013 - foto giannimontieri

Avvoltoi – Amazzonia, 2013 – foto giannimontieri

Oggi sarebbe, anzi è, il compleanno di Luigi Bernardi, il secondo compleanno da quando è andato a farsi il giro lungo. La fotografia l’ho scattata nel 2013 a Belém pensando a lui e alle sue storie da strappare, al suo Avvoltoi, la poesia qui sotto, invece, l’ho scritta nel 2012, tra quelle che gli ho dedicato è l’unica che abbia letto, e allora la metto perché so che gli era piaciuta. A te, buon compleanno vecchio, a non tanto presto.

(a L. B.)

Le cinque del mattino, l’ombra
dai tetti dalla tua finestra si dirada
Bologna dormirà per poco ancora
tu intanto hai già scritto, bevuto
forse un caffè o non ancora,
non importa. Contano le lotte
tra le parole e la storia a venire
l’ordine consentito e il necessario.
Uno dei tuoi Mac accesi, l’ovvio
da tenere distante dai margini
ogni frase riuscita è un finale
fuori intanto si fa più chiaro
non si inventa nulla, non è vero?
Anche il giornale lo prendi prima
so che non è per essere diverso
è soltanto per essere te stesso.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: