Un paio di considerazioni e una poesia di Raboni

Poetarum Silva

DSCI0336

Ieri sera mi stavo scrivendo con un amico, facevamo alcune considerazioni circa strani atteggiamenti riscontrati da entrambi in ambito lavorativo. Un certo tipo di strano controllo, un esercizio di potere dettato dalla paura, il timore della burla, il livello di ignoranza, la soglia bassissima di umanità. Naturalmente, dicevamo cose come Che tristezza. Oppure come Tira proprio una brutta aria. Dicevamo: Mobbing. Tentavamo di confortarci con cose tipo Che ne sanno loro. In realtà loro sanno quello che gli importa, che non c’entra con l’umanità, col rispetto, con la cultura, con l’ironia e che non c’entra nemmeno con il lavoro. Mi tornava in mente il modo di fare dei camorristi e, andando più indietro, i modi dei fascisti, dei dittatori. Facevamo degli esempi e, tra un esempio e l’altro, a me è tornata in mente una poesia di Giovanni Raboni, una poesia che ha per titolo 19**, una…

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