Archivi del mese: dicembre 2014

Io, Silvina, Borges e Napoli (passate buon feste, comunque la pensiate)

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Silvina Ocampo a Via Duomo

Soltanto qui dopo Buenos Aires
ho visto i bambini volare, slanciarsi
dalle ginocchia, slacciarsi il peso
bimbi luminosi, bimbi senza gravità

anche questa via centrale scende
Jorge mi direbbe: oppure sale
e avrebbe ragione, ognuno vede
a suo modo e io cerco la direzione

del mare, il porto m’avvicina
all’odore di casa, alle croste
secche sui ginocchi, alle storie
che avrei imparato a scrivere.

 

(poesia da “Turisti americani” in La Disarmata, CFR, 2014)


La partita non guardata #14 e #15 : Napoli – Empoli e Milan – Napoli

fonte gazzetta.it

fonte gazzetta.iy

 

Napoli – Empoli: Rimettete Higuain e Callejon dentro i completini

Ne avevo già accennato in un’altra occasione, ma ribadisco che per il Napoli – soprattutto per i tifosi del Napoli – giocare alle 12 e 30 dovrebbe essere l’orario ideale. La domenica nessuno di noi ha mai pranzato prima delle due e i migliori (o i peggiori) non si alzano da tavola prima delle cinque (ma se dico le sei non mi sbaglio di molto). Però chi cucina? Quindi tutto perfetto: scassiamo all’Empoli e poi ci andiamo a sfondare di cibo per tutto il pomeriggio. Tutto questo ragionamento tecnico/tradizionale può funzionare per i tifosi, ma è evidente che non funziona per i calciatori del Napoli. Che gli avranno dato? Cento grammi di pennette al sugo verso le dieci e mezza? Non esiste, verso l’una già tenevano fame, ma era la fame sbagliata. Invece della fame di vittoria tenevano fame di braciole. Questo è. [continua a leggere su Il Napolista]

***

Milan – Napoli: Cara Gazzetta, il razzismo non è questione di rime sbagliate

Quando non guardo le partite mi occupo di poesia, stamattina sono costretto a parlare di rime. Rime sbagliate o rime corrette, su involontario invito de La Gazzetta. Il discorso che fa la Rosa (rosa molto sbiadito, parliamoci chiaro) è semplice, scrivendo dei soliti cori razzisti contro Napoli e i napoletani, parla di “certe rime sbagliate”, sottolineando come a causa di questi errori, non di contenuti, ma formali, il Milan sarà costretto a pagare una multa. A parte che io preferivo la squalifica della curva, caro Tavecchio, è chiaro il tentativo della Gazzetta di semplificare, di ridurre tutto al gioco, allo sfottò e quindi al piccolo errore di una rima sbagliata. [continua a leggere su Il Napolista]

© gianni montieri


Le cronache della Leda #35 – Quasi Natale e altre cose

l’ultima cronaca della leda del 2014

Poetarum Silva

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Le cronache della Leda #35 – Quasi Natale e altre cose

No, non mi sto preparando al Natale. Mi sto preparando all’arrivo dei miei ragazzi dagli Usa. L’avvocato dice che ci invita tutti a cena la sera di Natale. L’avvocato ha sempre queste manie di grandezza, ma ci andremo, in fondo lui fa parte della famiglia. Dopo andremo ad aspettare la mezzanotte dalla Luisa, che mi ha detto che mica pensava di arrivarci a questa mezzanotte qui, poi ha aggiunto che magari un paio di balli (non di più) a Capodanno riesce a farli. Che matta. No, non potrà ballare, ma è viva, e nello spirito è più viva che mai. MI ha chiesto di regalarle dei libri di poesia, l’ho proprio deviata. Dopocena dalla Luisa verranno anche la Wanda e l’Adriana.

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Andrea Pomella su Avremo cura per Il Fatto Quotidiano

Avremo cura - copertina completa

Perché si scrivono poesie? Gesualdo Bufalino da ragazzino si infilava nel cesso, ne scriveva come se fosse un’attività da compiersi clandestina, diceva che scrivere versi era “vergogna, infrazione, empietà: un vizio solitario che […] aveva per confuso traguardo la morte”.

Della poesia dei tempi nostri mi piacciono molto le cose che scrive Gianni Montieri. Ora, la bella notizia è che Gianni Montieri ha pubblicato una nuova raccolta. Si intitola Avremo cura, è edita dall’editrice Zona. Il lavoro è dedicato a Luigi Bernardi, scrittore e editore emiliano scomparso l’anno scorso. Nella bandella del libro si dice che le parole del titolo sono quelle che si scambiano due amanti dopo aver attraversato una terra desolata votata alla morte. [continua a leggere su Il Fatto Quotidiano]


Anna Maria Carpi – due inediti (con una nota di Gianni Montieri)

due inediti di Anna Maria Carpi con una mia nota di lettura

Poetarum Silva

milano foto di gianni berengo gardin milano foto di gianni berengo gardin

NON LO SENTI ANCHE TU che non c’è più?
Il tempo non c’è più.
Tu sorridi: in che senso?
non stiamo forse andando…?
Sì, uno a uno,
ma finora il tempo era anche altro,
era anche un padre.
L’avevamo in comune.
Viaggiavamo attraverso i continenti
nel suo carico immane giorno e notte,
e il generoso non perdeva nulla,
teneva strette a sé
le feste le sciagure il come fu e il sarà.

È stato cancellato.
Now life is now. Tu, noi,
gli altri, altri
figli del nulla,
tutti passanti,
e folli come pesci nella rete
e in ogni sguardo in fuga
un “non ho tempo”.

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Un paio di considerazioni e una poesia di Raboni

Poetarum Silva

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Ieri sera mi stavo scrivendo con un amico, facevamo alcune considerazioni circa strani atteggiamenti riscontrati da entrambi in ambito lavorativo. Un certo tipo di strano controllo, un esercizio di potere dettato dalla paura, il timore della burla, il livello di ignoranza, la soglia bassissima di umanità. Naturalmente, dicevamo cose come Che tristezza. Oppure come Tira proprio una brutta aria. Dicevamo: Mobbing. Tentavamo di confortarci con cose tipo Che ne sanno loro. In realtà loro sanno quello che gli importa, che non c’entra con l’umanità, col rispetto, con la cultura, con l’ironia e che non c’entra nemmeno con il lavoro. Mi tornava in mente il modo di fare dei camorristi e, andando più indietro, i modi dei fascisti, dei dittatori. Facevamo degli esempi e, tra un esempio e l’altro, a me è tornata in mente una poesia di Giovanni Raboni, una poesia che ha per titolo 19**, una…

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Giancarlo Liviano D’Arcangelo – Gloria agli eroi del mondo di sogno

la mia recensione a “Gloria agli eroi del mondo di sogno”

Poetarum Silva

10365913_10152111120533848_2584087056937616117_nGiancarlo Liviano D’Arcangelo – Gloria agli eroi del mondo di sogno – Il Saggiatore, 2014 – € 16,00 – ebook € 10,99

Non c’era alcuna differenza sostanziale per me, se ci rifletto bene, tra Camelot e l’Old Trafford di Manchester.

Prendiamo la seguente formazione: Dasaev – Briegel –Cabrini – Passarella – Butcher – Scirea – Matthäus, Platini, Hugo Sánchez, Maradona, Rummenigge. Allenatore Lobanovskij.

E contrapponiamola alla Grande Ungheria (la squadra più forte di sempre? Se non lo è, poco ci manca): Grosics, Buzánsky, Lantos, Bozkis, Lóránt, Zakariás, Czibor, Kocsis, Hideguti, Puskás, Budai, (Tóth). Allenatore Sebes.

Facciamo sì che le due squadre (la prima è Il Resto del Mondo 1985, secondo l’autore) si affrontino tutti i pomeriggi, in un regno chiamato Futbolandia (come il sogno del libro di Valdano), in un mondo che è uno stadio. Uno stadio (denominato Maracanà, si capisce) costruito da un bambino. I calciatori sono gli omini della…

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Le cronache della Leda #34 – Due che se ne vanno via e il cinema

la trentaquattresima cronaca della Leda

Poetarum Silva

Vacanze romane (fonte repubblica.it) Vacanze romane (fonte repubblica.it)

Le cronache della Leda #34 – Due che se ne vanno via e il cinema

Conservo un’unica immagine nella memoria, un uomo e una donna che si allontanano di schiena, la donna tiene l’uomo sottobraccio. Nell’altra mano tiene una borsetta. Di lui si vedono il cappotto e il cappello, forse ha le spalle larghe. Lei ha un cappotto chiaro stretto in vita da una cintura. In una mano ha una borsetta dello stesso colore del cappello. Mi hanno appena accompagnata a scuola, è il primo giorno delle elementari. Io li sto guardando dalla finestra e provo amore per quelle due schiene che mi hanno portata a scuola insieme. È Il primo giorno, quello più importante. Li guardo fino a che quelle schiene diventano due piccoli punti in fondo alla strada, lì dove c’è la chiesa, dove finisce il viale, svoltano. La maestra mi chiama: «Leda, vieni…

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La partita non guardata #12 e #13

Hamsik - fonte retenews

Hamsik – fonte retenews

Napoli – Cagliari (il Cagliari è il mio nuovo Chievo)

L’ansia da Chievo a me la procura da sempre Daniele Conti, l’uomo del novantacinquesimo, l’uomo che contro il Napoli si trasforma nel Bayern di Monaco. Lui da solo. La partita contro il Napoli diventa una specie di Fuga per la vittoria in cui è contemporaneamente Ardiles, Pelè e Sylvester Stallone. Per cui l’attesa si riduce totalmente all’ansia per questo calciatore, centrocampista, figlio di uno dei miei calciatori preferiti di sempre, ma questa è una bellissima altra storia. Daniele Conti è Lionel Messi, nei miei incubi. Se qualcuno lo nomina divento pallido come quando, da bambino, dovevo farmi le iniezioni. Diosanto. E invece scopro che Daniele Conti non giocherà, il motivo non conta, basta che non ci sia. [continua a leggere su Il Napolista]

*

Sampdoria – Napoli (Se pregassi lo farei per Hamsik. Rivoglio il mio capitano)

La città che più somiglia a Napoli è Genova. La vista dal porto, la parte alta, i vicoli. Ecco, in certi vicoli è proprio uguale a Napoli, solo che a Genova si urla un po’ più a bassa voce. Voglio molto bene a Genova città. Negli ultimi anni l’hanno fatta diventare la Napoli di Malacqua di Nicola Pugliese (Einaudi, 1977 – Tullio Pironti editore, 2013). Su Genova piove senza speranza, senza salvezza. Da qualche anno voglio bene a Genova ancora di più. Mi fanno simpatia entrambe le squadre di calcio. Il Genoa per il gemellaggio e poi perché è stata la squadra di Faber. La Sampdoria per gli anni di Boskov, di Mancini e Vialli. A Mancini e Vialli non ho mai perdonato le doppiette segnate in Napoli-Sampdoria 1 a 4 (18 novembre 1990). I gol che sbagliò il Napoli in quella partita stregata non si contano e non si dimenticano. Fu una scoppola. Comunque era la Samp migliore di tutti i tempi. [continua a leggere su Il Napolista]


Le cronache della Leda #32 e 33

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Le cronache della Leda #32: Un sogno della Luisa

La notte fuori dalle finestre
di un ospedale riflette
sui vetri il padiglione
di fronte, una luce bianca
che potrebbe essere luna
passa lunga come un taglio
dietro le spalle gli zoccoli
degli infermieri lasciano
le ultime tracce

La città è lontanissima
soltanto i neon sono stabili
e giocano di sponda.

 

Da una settimana la Luisa è uscita dalla rianimazione, sta bene, se vogliamo essere sintetici. Bene, se pensiamo alla morte. La morte quasi toccata e ora messa di nuovo a distanza. [continua a leggere su Poetarum Silva]

*

Le cronache della Leda #33 – Voglio dirvi tre cose

Tre cose che sono accadute e che voglio dirvi.

Mi telefona una mia vecchia amica che vive in provincia di Napoli e mi racconta una cosa, questa:

Noi andiamo sempre a fare la spesa in un piccolo minimarket vicino casa. Ci andiamo da sempre, sono brave persone e poi hanno buoni prodotti. Si possono fare due chiacchiere veloci con i proprietari e sorridere facendo acquisti. [continua a leggere su Poetarum Silva]


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