Avremo Cura – recensione di Anna Maria Carpi (Ilsole24ore)

Avremo cura - copertina solo prima

Avremo Cura – recensione di Anna Maria Carpi (Ilsole24ore)

“Futuro semplice” si chiamava la prima raccolta di Gianni Montieri, del 2010. Questa seconda s’intitola “Avremo cura”, e il futuro, qui incarnato in un significativo noi, non è un caso. Per Montieri c’è dunque una possibile via d’uscita da un desolato perdersi dell’io nel confuso presente. Allora velatamente, oggi apertamente, Montieri la indica in un plurale. Diceva allora, con una limpida metafora: “Coltiviamo le speranze in curva/ non avendo mestiere per i rettilinei/ nessuna competenza/ sui tratti autostradali”, e parlava dell’”audacia di essere reali”, di non “accontentarsi davanti al mare”, di “non essere bandiere/ vittime del vento/ di prematuri cambi d’opinione”. Questa via il suo io, che in “Avremo cura” chiama “matricola notturna” – il principiante fuori norma? – ha qualche speranza d’impararla. [continua a leggere su IlSole24ore]

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