Le cronache della Leda #29 e 30

parigi - foto gm

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Le cronache della Leda #29 – Il neon, la Luisa e Amelia Rosselli

La Luisa si è sentita male in piena notte, un infarto. Me lo ha detto la Wanda telefonandomi all’alba. La Wanda, però, non se la sente di venire all’ospedale, quando ci entra, di solito, sviene. L’Adriana dice che non ce la fa a vedere la Luisa così. Così come mi domando, se ne sappiamo poco o nulla. Sappiamo, però, che è in rianimazione. Comunque quelle due mi hanno fatto arrabbiare. Ho detto all’Adriana «Guarda che la Luisa non è mica morta.» Sono andata a trovarla da sola. L’ospedale sta appena fuori dal centro, sono uscita di casa alle due, si può entrare alle tre. Ho preso la bicicletta e immediatamente ho pensato alla Luisa, che mi direbbe che non è mica il caso di andare in bicicletta con i primi freddi, mi direbbe che rischio di ammalarmi. Pedalavo e mi scendevano le  lacrime. Allora pedalavo più forte come quando ero in ritardo per la prima lezione del mattino. Mai arrivare dopo gli studenti, mi dicevo. Arrivavo a scuola rossa in viso e, con ancora il cuore in gola, interrogavo per calmarmi. [continua a leggere su Poetarum Silva]

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Le Cronache della Leda #30 – La storia della Luisa (come un canto)

L’avvocato si è accomodato in poltrona e mi ha detto: «Allora Leda, me la dici o no la storia della Luisa?» E io gliela ho raccontata, per filo, per segno, per colore, per ritaglio, per sorriso. La storia della Luisa è una storia da sogno.

La Luisa aveva un paio di scarpe gialle, scarpe col tacco ma non troppo, con la punta ma non troppo appuntita. Le scarpe gialle erano state il regalo per il suo sedicesimo compleanno. A Luisa piaceva ballare, soprattutto le piaceva ballare con le scarpe gialle. La Luisa leggera sulla pista della balera volteggiava sulle scarpe gialle. Ogni tanto rideva, spesso decollava. La Luisa ballava e quando ballava era felice. Era la più corteggiata della balera, anche se c’erano delle sere in cui la Wanda se la giocava. La Wanda era bellissima, ma non aveva le scarpe gialle. La Luisa quando ballava avresti detto che non sarebbe mai morta. La Luisa in scarpe gialle, in tango, in valzer, in giravolta, la Luisa mai morta. [continua a leggere su Poetarum Silva]

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