Archivi del mese: novembre 2014

Le cronache della Leda #31: La Luisa, la Wanda e Fiorella Mannoia

Fiorella+Mannoia+San+Remo+Festival+della+Canzione+nsmXl03qTaAl

Le cronache della Leda #31: La Luisa, la Wanda e Fiorella Mannoia

L’avvocato mi ha detto: «Guarda che la so anch’io una storia della Luisa. Della Luisa e della Wanda.» Intanto fuori stava diventando buio, i corti pomeriggi di novembre, così sono, così sono sempre stati, così sempre saranno. L’ho guardato e gli ho detto: «Raccontamela, avvocato.»

La Luisa e la Wanda una volta sono venute da me, ma mica per caso, hanno preso appuntamento proprio come se avessero bisogno di una consulenza legale, e a pensarci bene, un po’ era così. Parlò la Wanda per prima. «Senti avvocato, non ti vogliamo far perdere tempo, io e la Luisa abbiamo scritto una canzone. Musica e parole. [continua a leggere su Poetarum Silva]

Annunci

Avremo Cura – presentazione a Milano – Libreria Popolare

locandina


Avremo Cura – recensione di Anna Maria Carpi (Ilsole24ore)

Avremo cura - copertina solo prima

Avremo Cura – recensione di Anna Maria Carpi (Ilsole24ore)

“Futuro semplice” si chiamava la prima raccolta di Gianni Montieri, del 2010. Questa seconda s’intitola “Avremo cura”, e il futuro, qui incarnato in un significativo noi, non è un caso. Per Montieri c’è dunque una possibile via d’uscita da un desolato perdersi dell’io nel confuso presente. Allora velatamente, oggi apertamente, Montieri la indica in un plurale. Diceva allora, con una limpida metafora: “Coltiviamo le speranze in curva/ non avendo mestiere per i rettilinei/ nessuna competenza/ sui tratti autostradali”, e parlava dell’”audacia di essere reali”, di non “accontentarsi davanti al mare”, di “non essere bandiere/ vittime del vento/ di prematuri cambi d’opinione”. Questa via il suo io, che in “Avremo cura” chiama “matricola notturna” – il principiante fuori norma? – ha qualche speranza d’impararla. [continua a leggere su IlSole24ore]


La Disarmata – cinque napolitudini

La Disarmata – cinque napolitudini

Poetarum Silva

copertina1

Roberto Bolaño a Piazza Garibaldi

 

I treni che vanno e vengono sono uguali
qui o a Santiago, a Parigi come in Spagna
le stazioni, no le persone ancora meno
i binari sono già letteratura, credo

che avrei rubato libri come in Cile
se fossi nato qua, avrei rubato comunque
mi sarei arrangiato, avrei perso
avrei dimenticato ma non tutto

questa è una frontiera in diagonale
ogni vicolo, ogni incrocio è una linea
e tutto marca una differenza, un’assenza
avrei tenuto a mente il tufo, l’ignoto.

(Gianni Montieri, da Turisti americani)

*

nostri figli

Si annuvolavano conigli
sotto pelo, palpitanti,
cibo pasto alimento
dna  in transito, un guizzo di
vibrisse, pesci terragni,
immaginando improbabili salvezze nei balzi a scarse miglia,
dannatamente simili ai
nostri padri, ai nostri figli.

(Viola Amarelli, da Rettoriche)

*

Via Cavalleggeri d’Aosta

Ci troveranno abbracciati in questo
sottopasso allagato, in…

View original post 280 altre parole


Jacopo Ramonda – Una lunghissima rincorsa

ramonda

Jacopo Ramonda – Una lunghissima rincorsa – Bel-Ami edizioni – 2014 – € 10,00

Eccoci qua, questa è la soglia delle prose brevi, da un lato sta la poesia, dall’altro la narrativa. La prosa è la nuova frontiera della scrittura? Non sono in grado di dare una risposta, telefonatemi tra vent’anni. Ipotizzo, però, che la prosa sia semplicemente un luogo nuovo, forse di confine, forse no. Non un luogo verso il quale espandere il territorio della poesia, né il campo dentro il quale costringere quello della narrativa. Se è un altro Ovest, andiamo a esplorarlo, senza paura. Una lunghissima rincorsa di Jacopo Ramonda è una raccolta di prose brevi. Attenzione: non sono le prose di Alessandro Broggi, non ricordano quelle di Gherardo Bortolotti, e, per guardare da un’altra parte, non somigliano a quelle dell’ultimo Mark Strand di Invisibile. Già questo fa capire quanto sia ampio il terreno di gioco dove si disputa e si disputerà la partita della prosa. [continua a leggere su Poetarum Silva]


Due appuntamenti a Bookcity per Poetarum Silva

Doppio appuntamento con la redazione di Poetarum Silva a Bookcity

Poetarum Silva

bookcity

Torna Bookcity a Milano dal 13 al 16 Novembre.

Qui il programma completo Bookcity 2014 – programma completo

I redattori di Poetarum Silva saranno presenti con due appuntamenti

– Il 14 novembre alle 18,30  Anna Maria Curci e Gianni Montieri incontreranno Felicitas Hoppe al Goethe-Institut per parlare di Johanna – Del Vecchio Editore

qui tutti i dettagli:  La verità di Giovanna d’Arco tra passato e presente

***

– il 15 novembre alle 21,00  Fabio Michieli e Alessandra Trevisan con Anna Toscano racconteranno tra parole e musica Goliarda Sapienza alla Casa delle Arti- Spazio Alda Merini

qui tutti i dettagli: Voce di donna, voce di Goliarda Sapienza. Reading letterario musicale

View original post


La partita non guardata #11: Fiorentina – Napoli

86dc17630b14c8751573273f48778ea8-132-U202182049561NHH-U90989591507MnD-620x349@Gazzetta-Web_articolo

La partita non guardata #11: Fiorentina – Napoli

Ieri sera, mentre il Napoli giocava il secondo tempo con la Fiorentina, io mi accomodavo al cinema, pronto a vedere l’ultima prova del mio attore preferito, purtroppo scomparso, Philip Seymour Hoffman. Per essere precisi La spia, il film in questione, cominciava quando Higuain infilava la palla alle spalle di Neto. Non ci crederete: La spia è ambientato ad Amburgo. Niente, sono stato tutto il film a guardare se da qualche parte spuntasse il buon vecchio Behrami, ma nulla da fare. Non è comparso nelle scene al porto, neanche come comparsa scaricatore, né come barman (lo sapete, nei film di spionaggio è pieno di bar), né come informatore, senza tintura ai capelli potrebbe sembrare un ceceno o un arabo. Resta un fondamentalista mazzarriano, destinato all’oblio. Ovviamente non fa la sua apparizione neanche come spia/incontrista, questo è un film troppo intellettuale per lui, solo spie dal cervello fino e grandi attori come Seymour Hoffman. Per dire, Zuniga con le sue pessime interpretazioni non l’avrebbero preso. Ho letto che si curerà il ginocchio con l’aiuto di cellule staminali, ma staminali per staminali non possiamo creare uno Zuniga nuovo in laboratorio? Creiamo le mozzarelle blu vuoi vedere che non sappiamo duplicare un terzino. [continua a leggere su Il Napolista]


Le cronache della Leda #29 e 30

parigi - foto gm

parigi – foto gm

Le cronache della Leda #29 – Il neon, la Luisa e Amelia Rosselli

La Luisa si è sentita male in piena notte, un infarto. Me lo ha detto la Wanda telefonandomi all’alba. La Wanda, però, non se la sente di venire all’ospedale, quando ci entra, di solito, sviene. L’Adriana dice che non ce la fa a vedere la Luisa così. Così come mi domando, se ne sappiamo poco o nulla. Sappiamo, però, che è in rianimazione. Comunque quelle due mi hanno fatto arrabbiare. Ho detto all’Adriana «Guarda che la Luisa non è mica morta.» Sono andata a trovarla da sola. L’ospedale sta appena fuori dal centro, sono uscita di casa alle due, si può entrare alle tre. Ho preso la bicicletta e immediatamente ho pensato alla Luisa, che mi direbbe che non è mica il caso di andare in bicicletta con i primi freddi, mi direbbe che rischio di ammalarmi. Pedalavo e mi scendevano le  lacrime. Allora pedalavo più forte come quando ero in ritardo per la prima lezione del mattino. Mai arrivare dopo gli studenti, mi dicevo. Arrivavo a scuola rossa in viso e, con ancora il cuore in gola, interrogavo per calmarmi. [continua a leggere su Poetarum Silva]

*

Le Cronache della Leda #30 – La storia della Luisa (come un canto)

L’avvocato si è accomodato in poltrona e mi ha detto: «Allora Leda, me la dici o no la storia della Luisa?» E io gliela ho raccontata, per filo, per segno, per colore, per ritaglio, per sorriso. La storia della Luisa è una storia da sogno.

La Luisa aveva un paio di scarpe gialle, scarpe col tacco ma non troppo, con la punta ma non troppo appuntita. Le scarpe gialle erano state il regalo per il suo sedicesimo compleanno. A Luisa piaceva ballare, soprattutto le piaceva ballare con le scarpe gialle. La Luisa leggera sulla pista della balera volteggiava sulle scarpe gialle. Ogni tanto rideva, spesso decollava. La Luisa ballava e quando ballava era felice. Era la più corteggiata della balera, anche se c’erano delle sere in cui la Wanda se la giocava. La Wanda era bellissima, ma non aveva le scarpe gialle. La Luisa quando ballava avresti detto che non sarebbe mai morta. La Luisa in scarpe gialle, in tango, in valzer, in giravolta, la Luisa mai morta. [continua a leggere su Poetarum Silva]


La partita non guardata #10 Napoli Roma

Higuain-contro-la-Roma-1030x615

Credits Ansa

La partita non guardata #10 Napoli Roma

I miei cani si sono addormentati alle 14 e 30, hanno russato tutto il pomeriggio e non hanno mai aperto gli occhi fino alle 17,50. Si dice che quando i cani dormono molto sia indice di serenità e di assenza di stress. La mia ansia da Napoli-Roma è stata bilanciata dal sonno profondo degli animali, anche se chiamarli peluche sarebbe più appropriato. Ci chiediamo se spesso se li abbiamo presi davvero in canile o se li abbiamo trovati su uno scaffale all’Ikea. L’ansia da partita (seppur non guardata) non è mai della stessa intensità. Ieri l’asticella ansia stava molto in alto, diciamo pure che avevo un po’ di timore: la Roma di quest’anno è molto forte. Anche se non così tanto più forte del Napoli quando gioca bene. Alle 17 e 50 i cani mi hanno guardato, si sono avvicinati e hanno detto: «Uè, abbiamo vinto, li abbiamo scassati, mo’ vogliamo uscire, non è che vogliamo non guardare pure quella chiavica della Juve.» Siamo usciti. [continua a leggere su Il Napolista]


Annamaria Ferramosca su “Avremo cura”

Avremo cura - copertina solo prima

Gianni Montieri Avremo cura – Zona contemporanea, pp.67, euro 10
Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Fare poesia è un fare prezioso, che diviene sempre più difficile per il passo veloce della contemporaneità, per il buio che sembra non diradarsi. Per questo appare come un dono improvviso questa nuova raccolta di Gianni Montieri, con il suo invito a cogliere squarci di realtà e farvi luce, attraversando le oscurità del nostro tempo. E’ una necessità forte, che l’autore avverte e fa emergere, di affrontare in modo diverso la routine dei gesti quotidiani, l’automatismo di ciò che facciamo o guardiamo accadere, per sottrarlo alla nebbia dell’inconsapevolezza, ponendolo sotto un riflettore di luce-parola per coglierne relazioni e semi di significato.
È vero: la liquidità Baumaniana della vita contemporanea rende sempre più arduo concedersi pause, spazi di attenzione, per acquisire consapevolezza su eventi anche minimi eppure rivelatori, che scorrono sotto i nostri occhi. Ma può riuscirci la sensibilità dello sguardo poetico, che penetra la realtà sollecitato da tutto ciò che vi accade o che la realtà fa evocare, come, per esempio, brani di frasi udite che possono sbalzare indietro, nel tempo dell’infanzia e dell’adolescenza, facendolo rivivere con altri occhi, altra consapevolezza. È proprio quel che fa, con uno stile serrato e omogeneo lungo tutto il libro e con un’andatura di spontanea ed efficace leggerezza, Gianni Montieri. [continua a leggere su Poetarum Silva]


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: