Avremo cura (esce domani)

Avremo cura - copertina solo prima

Esce domani il mio nuovo libro “Avremo cura” per Zona (Zonacontemporanea, € 10,00). Molti di voi lo sanno da qualche giorno, ma facciamo gli ufficiali per una volta. Chi mi è stato più vicino durante la fase di gestazione è stato ringraziato, ringrazio tutti gli altri, chiunque siano, e tutte le cose accadute e quelle che dovranno venire, in copertina c’è una finestra aperta e poi un’altra finestra ancora, andiamo a dare un’occhiata. Tutto quello che potevo fare l’ho fatto, l’editore ha fatto un ottimo lavoro, adesso tocca a voi. Comprarlo è, credo, un grande gesto di civiltà, e chi sono io per impedirvi di compiere gesti di tale importanza? Quando l’avrete in casa vi accorgerete che si sta prendendo cura di voi.

Avremo cura è la promessa che si scambiano due amanti dopo aver attraversato una terra desolata votata alla morte: dicono che un posto valga l’altro/ e invece no, è questo solo questo/ il tempo nostro, riflesso addosso. Così recitano alcuni dei versi più belli di questa cronistoria amorosa. Gianni Montieri ha la capacità rara di raccontare in versi gli incontri, i gesti condivisi, ponendo il lettore nello stato di grazia di un presente assoluto. Ma anche in questa nuova raccolta il sud getta la sua ombra, ci ricorda che  l’attenzione è il solo rimedio al male. (Vincenzo Frungillo)

 

Potete ordinarlo in qualsiasi libreria, e on-line  IBS  AMAZON  MONDADORI  LAFELTRINELLI (e su tutti gli store)  e presso L’EDITORE

 

qui trovate le info sul libro e il booktrailer  AVREMO CURA

 

Dalla prima sezione: Avremo Cura

E mi piacciono le parole
con le parole do i nomi alle cose
allora dopo le so le cose
imparo dove metterle
dove sta la bottiglia e dove
l’attaccapanni. Amo Guadalquivir
nome proprio di fiume
suona liquido, d’acqua
più di tutte mi piace
la parola ghiaccio, secca la gola.

 

*

Sant’Angelo all’alba, guardo Rialto
e saluto il solito signore coi baffi
mi hai detto “ciao” da dentro il sonno
e “torni presto?” poi un bacio

mentre l’1 scivola sul Canal Grande
mi guardo indietro a San Silvestro,
a Ca’ d’Oro, ti ripenso quando dormi
appoggiata ai vetri del vaporetto

le gocce d’acqua che sbattono contro
la morte, mai stata così lontana.

 

*

Dalla seconda sezione: (sud) in caso di morte

XXI

Ricordo d’aver visto in cucine
piccole e male illuminate
preparare e poi servire
cene sempre uguali
la zuppa di fagioli come in guerra
e guerra era quel rumore
di due donne a masticare
quel silenzio da bombardamento.

 

*

XXV

Mi chiedo cosa accadesse a Giugliano
cosa accadesse di diverso, s’intende,
soffiava il vento di notte nei rioni
parlavamo ad alta voce, ma di che?
Certi giorni pioveva fortissimo, e noi
(rallentati da pozzanghere infinite
da fossi d’acqua, fiumi di lava sporca)
sognavamo i sogni dei ventenni
gli stessi a ogni latitudine, parallelo
sognavamo in dialetto, senza dirceli
per debolezza o per conservazione

ma perdevamo ogni cosa per strada
a ogni giro in motorino senza casco.

 

 

***

Grazie a tutti, in ogni caso.

G.

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