Voler bene a Raboni

fonte liquida.it

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Voler bene a Raboni

Giovanni Raboni non se ne è mai veramente andato. Non lo dico io, l’ha detto lui e mi ha convinto.

Uno dei pochi pilastri della mia fede – ammesso che di fede si possa parlare – è l’idea della comunione dei vivi con i morti, che non vuol dire che io pensi che c’è un oltrevita nel quale si incontrino i morti. Penso che i morti ci siano, cioè penso che si continui a vivere anche con le persone che non ci sono più, che continuino a fare parte della nostra vita… Attraverso la memoria, attraverso la continuità dei pensieri e delle emozioni. Se li coinvolgevano quando erano vivi, perché non dovrebbero coinvolgerli poi quando sono morti? Noi non cambiamo perché una persona non la vediamo più, rimaniamo noi stessi. Quindi, non ci sono dubbi. Non ho dubbi su questo… o, comunque, voglio non averne. (Intervista a Giovanni Raboni, Firenze, 29 maggio 2003 – fonte www.giovanniraboni.it)

Io non sono una persona di fede, non ho alcun pilastro su cui fondarla, semplicemente non credo. Eppure le poche volte in cui mi sono sentito vicino a una certa idea di fede sono state quelle in cui ho letto le poesie di Giovanni Raboni. [continua a leggere su Poetarum Silva]

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