Archivi del mese: settembre 2014

La partita non guardata #4 (napoli – palermo) e #5 (sassuolo – napoli)

fonte UpImage

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La partita non guardata #4: Quelle cassatine da Palermo mentre leggevo I mastini di Dallas 

Eppure avevo quasi deciso di guardarla, avevo trovato un ottimo canale streaming in lingua araba. Per me Sky e Premium possono pure chiudere e Massimo Mauro, tanto per fare un nome, può andare a scaricare le cassette di frutta al mercato ortofrutticolo di Giugliano. Pensandoci bene, però, lì lo licenzierebbero subito perché troppo lento, ma a quel punto sarebbero un po’ cazzi suoi. [continua e leggere su Il Napolista]

La partita non guardata #5: Alla Gazzetta sognano di metterci dopo il Basket

Da ragazzi, la domenica mattina, andavamo a giocare a calcetto. Quasi sempre il campo era un tantino arrangiato. Si giocava, infatti, in uno sterrato pieno di fango e fossi se andava bene, al limite dell’impraticabilità se andava male (ma Collina ci avrebbe lasciati giocare). Qualche volta, però, si giocava seriamente, nei campi con erbetta sintetica e compagnia bella, campi di solito riservati alle partire serali, le coppe per capirci. La domenica mattina verso mezzogiorno mentre molti entravano in chiesa per la messa, noi andavamo a giocare a calcetto, a cinque o a sette, a seconda del numero dei presenti. Si finiva verso le due e poi si tornava a casa a mangiare. [continua a leggere su Il Napolista

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Le cronache della Leda #23 – Ritorno a casa

berlino - foto gm

berlino – foto gm

Le cronache della Leda #23: Ritorno a casa

 

Ricordo solo di essermi svegliata seduta su una vecchia poltrona di velluto marrone. Una giovane donna tentava di porgermi un bicchiere d’acqua, mi diceva di avermi trovata priva di sensi davanti all’ingresso dell’associazione. A quel punto mi è tornato tutto in mente: stavo passeggiando per Brooklyn, nel mio ultimo pomeriggio americano, sarei partita per l’Italia il giorno dopo. La mia attenzione era stata attratta da una scritta su una piccola targa metallica Gruppo mamme aiuto, prendete per buona la traduzione di una vecchia professoressa in pensione. Leggendo la targa pensavo alla distanza dall’Italia, a quanto poco avessi pensato alla mia casa  durante le settimane trascorse qui, pur avvertendo la mancanza delle mie amiche che, per fortuna, sono diventate tutte bravissime con Skype. [continua a leggere su Poetarum Silva]


Luciano Mazziotta – Previsioni e lapsus: Racconto del libro (in)seguendone il ritmo

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Luciano Mazziotta, Previsioni e lapsus, Zona – Collana level 48, 2014, € 10,00

Racconto del libro (in)seguendone il ritmo

Parliamo di geometrie “SI SCELGA UNA FORMA”. Parliamo della loro assenza. Proviamo a dire di spigoli e angoli, della volontà di smussarli e di quella di girar loro attorno. Non dimentichiamo, però, dell’altra volontà, quella che sull’angolo vuol giocare di sponda, quella che cerca il rimbalzo, la fuga, la buca. Facciamo quadrato nel senso di farlo, e poi rettangolo, esagono, trapezio, di tutti i triangoli; calcoliamone l’area non la loro, la nostra. Di che perimetro siamo, di quanta e quale superficie. Di cosa trattiamo e a questo punto di come ci risolviamo. Guardiamo ai blocchi di marmo, ai pilastri, e oltre la loro vista pensiamo allo spazio. A tutto lo spazio, teniamone conto, trattenendo il respiro. Tentiamo il controllo. Togliamo ogni bordo dalla cornice e domandiamoci di quanto controllo abbiamo bisogno, di quanto bisogno di perderlo abbiamo. Teniamone conto e teniamone i conti. Troviamo il poeta, l’unità di misura, ma quale misura? [continua a leggere su Poetarum Silva]


La partita non guardata #3: Udinese – Napoli

LaPresse/ Foto Valter Parisotto

LaPresse/ Foto Valter Parisotto

Il Napoli a Udine sembrava quei napoletani arrivati lì per fare il militare

 

Il Friuli è una terra bellissima (sì, poi è pure uno stadio), terra di frontiera, luogo che su di me esercita un fascino particolare. Per non parlare di Trieste che, se la guardi dal lungomare di notte, pare Napoli, forse più di Genova (maronna ‘a mattunella). Chi, come me, è nato a Napoli (o in provincia) negli anni settanta, ha ignorato per anni la bellezza del Friuli, ce la tenevano nascosta. L’unica cosa che ci era concesso abbinare a posti come Palmanova, Udine, Gorizia, Pordenone era la Caserma e il terrore di finirci dentro per un anno. Il servizio militare e i mille modi possibili escogitati dai napoletani per non finire lassù. Questo era il Friuli. Poi, per fortuna, nel tempo, uno scopre cose come Zico, Edinho, la bellezza delle terre di frontiera, Bruno Pizzul, il vino, Guidolin e Di Natale. Come Di Natale? [continua a leggere su Il Napolista


Alessandro Raveggi: David Foster Wallace

cover

 

Alessando Raveggi: David Foster Wallace – Doppiozero – ebook € 3,49

 

Ho cominciato la lettura del saggio di Alessandro Raveggi con molta curiosità. Chi mi conosce bene sa quanto io ami David Foster Wallace e la sua scrittura, e sa che non si tratta di amore cieco, o meglio che non si tratta più di quel tipo d’amore. Dopo aver letto tutto o quasi tutto: racconti, romanzi, saggi (sì, ho letto pure quello sulla matematica), le interviste, discorsi agli studenti, ho capito un paio di cose. La prima è che Foster Wallace è uno scrittore formidabile e rimarrà uno dei miei preferiti, la seconda è che gli si può voler bene senza aver paura di criticarlo ogni tanto. Forse non ho più l’età per venerare qualcuno e mi pare che nemmeno l’autore del saggio ce l’abbia più. [continua a leggere su Poetarum Silva]


Voler bene a Raboni

fonte liquida.it

fonte liquida.it

Voler bene a Raboni

Giovanni Raboni non se ne è mai veramente andato. Non lo dico io, l’ha detto lui e mi ha convinto.

Uno dei pochi pilastri della mia fede – ammesso che di fede si possa parlare – è l’idea della comunione dei vivi con i morti, che non vuol dire che io pensi che c’è un oltrevita nel quale si incontrino i morti. Penso che i morti ci siano, cioè penso che si continui a vivere anche con le persone che non ci sono più, che continuino a fare parte della nostra vita… Attraverso la memoria, attraverso la continuità dei pensieri e delle emozioni. Se li coinvolgevano quando erano vivi, perché non dovrebbero coinvolgerli poi quando sono morti? Noi non cambiamo perché una persona non la vediamo più, rimaniamo noi stessi. Quindi, non ci sono dubbi. Non ho dubbi su questo… o, comunque, voglio non averne. (Intervista a Giovanni Raboni, Firenze, 29 maggio 2003 – fonte www.giovanniraboni.it)

Io non sono una persona di fede, non ho alcun pilastro su cui fondarla, semplicemente non credo. Eppure le poche volte in cui mi sono sentito vicino a una certa idea di fede sono state quelle in cui ho letto le poesie di Giovanni Raboni. [continua a leggere su Poetarum Silva]


La partita non guardata #2: Napoli – Chievo

fonte arena.it (via google)

fonte arena.it (via google)

 

Per me il Chievo è come il Real Madrid

 

Lo dichiaro subito: non ho nulla contro il Chievo. C’è stato un tempo in cui ho pensato che la squadra veronese potesse essermi addirittura simpatica. Squadra di una frazione di Verona, tanti anni di permanenza in A, molti giovani lanciati, un’amministrazione oculata, un presidente con la faccia di eterno, ma un po’ triste, guagliunciello. E poi ci fu quella storia molto napoletana di quando Eriberto se ne uscì con: «Ma qua’ Eriberto, io mi chiamo Luciano». Per non parlare di Pellissier che ci aveva ricordato che ad Aosta tengono i campi da calcio, e non in salita. [continua a leggere su Il Napolista]


David Foster Wallace a Marechiaro

DFW : Photo copyright Gary Hannabarger/Corbis

DFW : Photo copyright Gary Hannabarger/Corbis

David Foster Wallace a Marechiaro

 

È sera finalmente, qui è un posto
da poeti, il resto è da non crederci
Dio non esiste, ma se esistesse, remota
possibilità, mi avrebbe spedito quaggiù

in una terra che è dopo la realtà
gente ipervissuta quindi mai nata
sono troppi e troppo rapidi, eterno
rodeo dove sei tu il cavallo e il toro

dove quando piove il mare si fa nero
scuro come la ruggine di fuori Boston
un personaggio di Pynchon, baciarti qui
mi farebbe piccolo come a Capri vite fa.

@Gianni Montieri

nota: questa poesia sarà contenuta nel volume collettivo “La disarmata”  che uscirà a breve, mi faceva piacere renderla pubblica oggi, per la prima volta,nel giorno dell’anniversario della  morte di DFW (gm)


Iacopo Barison: Stalin + Bianca

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Iacopo Barison: Stalin + Bianca – Tunué edizioni – € 9,90

Capita di leggere dei libri non così facilmente catalogabili, il che a volte (come in questo caso) è un bene. È bello quando possiamo uscire almeno per un po’ dagli schemi predefiniti, da noi o da altri. Stalin + Bianca è un romanzo, ma non esattamente; è una fiaba moderna, ma non del tutto; è una dark novel, ma solo in parte; è un romanzo di formazione? Non credo; è letteratura di viaggio? No. È una storia che ha dentro un viaggio che sta all’interno di un viaggio più grande che è la giovinezza. [continua a leggere su Poetarum Silva]


La partita non guardata #1 Genoa – Napoli

Foto LaPresse - Iannone 31/08/2014

Foto LaPresse – Iannone 31/08/2014

Con Genoa – Napoli è cominciata la mia collaborazione con il Napolista, che ringrazio. Nel primo articolo c’entrano le mattonelle, i cornetti, i treni e un sacco di altre cose.

 

Capire Genoa-Napoli sul Frecciabianca da Venezia

 

Al bar della stazione Santa Lucia di Venezia, all’ora in cui ci passo io, (le sei e dieci circa di ogni lunedì mattina) si trovano soltanto due tipi di cornetto: alla marmellata o alla crema. Ho imparato, nel tempo, che vengono sfornati sempre prima quelli alla marmellata, per questo motivo quelli alla crema è meglio saltarli in velocità come se fossero un Britos qualsiasi, se non ci si vuole ustionare il palato ‘a primma matina. Stamattina, a sorpresa, c’erano pure i cornetti al cioccolato. Il pensiero è stato più rapido di uno scatto di Mertens: se questi hanno sfornato al cioccolato vuoi vedere che ha giocato Zuniga? Non avevo tempo di riflettere, ho preso quello alla marmellata, una garanzia, un Callejon, e mi sono avviato al treno. […] continua a leggere su Il Napolista


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