Archivi del mese: agosto 2014

AA.VV. Père-Lachaise: Racconti dalle tombe di Parigi

pere-lachaise-2

 

“Penso che i morti ci siano, cioè penso che si continui a vivere anche con le persone che non ci sono più, che continuino a fare parte della nostra vita… Attraverso la memoria, attraverso la continuità dei pensieri e delle emozioni.[…] Non ho dubbi su questo… o, comunque, voglio non averne.”

(Intervista a Giovanni Raboni, Firenze, 29 maggio 2003 – fontehttp://www.giovanniraboni.it)

 

Pensavo
polvere, non cenere; non
arso, pensavo, né centrifugato;
polvere: e diventarlo
a poco a poco, a poco a poco sperdere
il duro delle ossa. E che la terra
non fosse poca né tanta,
né pesante né lieve a cancellare
lo scempio della fossa.
E che la terra fosse consacrata…
E che la terra fosse consacrata
e condivisa, lotto
numerato e introvabile
d’uno dei fiochi immensi cimiteri
che da nord, da nord-ovest
assediano Milano, che ci salvano,
barricate di croci,
d’angeli mutilati, dall’orrore
di marcire in privato, in un giardino.

(Giovanni Raboni)

[continua a leggere su Poetarum Silva]

Annunci

Mark Strand – Quasi invisibile (una breve nota e tre estratti)

strand_quasi_invisibile_2-199x300

 

Mark Strand – Quasi invisibile – Mondadori, 2014 – € 16,00 – traduzione di Damiano Abeni

 

In Quasi invisibile Mark Strand sceglie due volte la terra di mezzo come (forse) l’unica possibile. Lo fa nella forma dei testi: prose quasi tutte molto brevi, prose che oscillano tra la poesia e il racconto breve. Lo fa nei contenuti: la realtà è osservata e raccontata, ma sempre come qualcosa in bilico; come se fosse tratteggiata su una sottile linea di confine, al di là di questa c’è l’irreale. Vivendo come su una soglia, i personaggi (molto variegati) di questa raccolta, scivolano col piede dall’altra parte, poi lo ritraggono, tengono chiuso un occhio e aperto l’altro. Non dormono mai completamente. [continua a leggere su Poetarum Silva]


Cadute

berlino foto gm

berlino foto gm

Erano tutti bambini
quelli che cadevano
intorno, somigliavano
a quando giocavano
e alle loro madri
immaginarli tutti uguali
a prima, e appena dopo
cadevano dappertutto

non come dalle biciclette
nemmeno dopo un’entrata
in tackle, o prima di un tuffo
in mare e la bellezza
di una risata e poi splash.

 

© Gianni Montieri – inedito 2014


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: