Archivi del mese: aprile 2014

Roberto Bolaño: la parte della letteratura

quest’articolo è del 2012, oggi sarebbe stato il sessantunesimo compleanno di Roberto Bolaño, per chi non l’avesse letto allora

Poetarum Silva

Roberto-Bolaño Roberto Bolaño: la parte della letteratura

Nella sua ultima intervista (da l’ultima conversazione edizioni Sur 2012), a una delle domande di Mónica Maristain, Roberto Bolaño, rispose: «L’unico romanzo di cui non mi vergogno è Anversa, forse perché continua a essere incomprensibile […] Il resto della mia ‘opera’, be’, non è male, ci sono romanzi divertenti, il tempo dirà se sono anche qualcosa di più. […] Ma a dire il vero non do molta importanza ai miei libri. Sono molto più interessato ai libri degli altri.» Queste poche parole racchiudono, a mio avviso, molto del pensiero del grande scrittore cileno. La sua maniera di porsi di fronte alla sua opera è la stessa con cui si pone davanti al resto della letteratura; in un certo senso, queste parole, spiegano la sua maniera di stare al mondo. Riconosciamo la sua ironia, il distacco, lo sguardo acuto, la modestia, le sue convinzioni «Leggere…

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Due poesie dedicate

due poesie – dedicate

Poetarum Silva

berlino foto gm berlino foto gm

(a Anna Maria Curci)

Non succede niente a Roma, adesso
è una sirena che spiega sull’acqua
nulla di nuovo lungo il fiume opaco
niente fosse il fango, niente sui ponti

non impari niente di Roma, oltre
il giro intorno alle rovine, la metro
che trasporta da nessuna parte
non dovrebbe essere di nessuno

Roma, oppure non esistere più
e forse non esiste e non è vero
questo camminare a testa in su
lo stupore, la cosa indimenticabile.

*

(a Andrea Pomella)

Interi abiti allineati sul fondo dell’armadio
soldati in attesa dell’appello, l’adunata
una deriva di cappotti lisi, borse alla rinfusa
sorta di accumulo/pensiero nel tentativo
vano di far ordine, disporre le parole
in modo che non si stropiccino, cambino
nel trasporto, che restino camicie fatte
a mano, pochi aggettivi, collo button down.

***

© gianni montieri – inediti 2014

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Le cronache della Leda #11- Tutta colpa di Gabriel García Márquez

Poetarum Silva

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Le cronache della Leda #11 – Tutta colpa di Gabriel García Márquez

Mi ha telefonato l’avvocato, mi ha detto che è morto Gabriel García Márquez. Me l’ha detto così di botto senza nemmeno domandarmi come stessi, sono le sue piccole vendette per i romanzi che gli propino, facendolo sembrare un ignorante. Schermaglie tra amici, lui non è ignorante, lo sappiamo entrambi, legge cose diverse ed è meno rompiscatole di me. Mi ha telefonato perché conosce i miei conflitti con la letteratura sudamericana. Sai che novità, solo un lettore superficiale non li avrebbe. Dico subito che non piango Márquez, gli auguro solo buon viaggio, ammesso che si vada da qualche parte. Lui ha firmato la sua immortalità quando ha scritto Cent’anni di solitudine, dopo quel romanzo la letteratura mondiale non è stata più la stessa, abbiamo cominciato a guardare i libri sotto un’altra luce, la sua, che non era mai una…

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Le cronache della Leda #10 – Le biciclette

la numero 10 de LecronachedellaLeda

Poetarum Silva

berlino - foto di gianni montieri berlino – foto di gianni montieri

Le cronache della Leda #10 – Le biciclette  

(a andrea pomella e marco rossari)

Una volta hanno votato la cittadina dove vivo, paese come lo chiamo io, tra le dieci più ciclabili d’Italia. In piazza, nei negozi, per un mese o due non si era parlato d’altro. Quindi andare in bici era una cosa di cui vantarsi. L’Adriana e la Luisa erano entusiaste del piazzamento. Io (la guastafeste secondo loro) pensavo, invece, che quando le cose normali, giuste ma minime, diventavano qualcosa per cui vantarsi voleva soltanto dire che non rimaneva più nulla per cui valesse la pena farlo. Ovvero erano sparite le eccezioni, ci si vantava dell’ovvio. Ma tu vallo a spiegare a quelle due. Io che facevo tutto a piedi ero la più ecologica di tutti ma non andavo certo a raccontarlo in giro come se fosse un evento.

Io e la…

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Una passione (parte saggio ma finisce multitasking)

 

ilsegretodeisuoiocchi

 

 

uno degli ultimi in-side stories prima della chiusura. Il mio preferito

 

«Un uomo può cambiare tutto ma non può cambiare una passione.» Sandoval, uno dei personaggi principali del bellissimo film Il segreto dei suoi occhi (film del regista argentino Juan José Campanella, premio Oscar come miglior film straniero del 2010), pronuncia questa frase rivolto a Esposito, suo superiore e amico. I due stanno svolgendo un’indagine, cercano un assassino/stupratore, Sandoval dice quelle parole compiendo un ragionamento sulla loro inettitudine. […]

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A Bologna se ne vanno in troppi

 

berlino - foto gm

(quando è morto Roberto Freak Antoni ho scritto questa poesia, la ripropongo oggi che sarebbe il suo compleanno, oggi che sono anche sei mesi che Luigi è partito)

 

A Bologna se ne vanno in troppi
sotto un cielo che sta a metà
com’è e come potrebbe essere

a Bologna se ne vanno in tanti
dalle tegole dei tetti, dalle scosse,
dai portici che non reggono più

niente e niente è come dovrebbe
essere a Bologna strada Maggiore
o alla Certosa. Non sono un duro

diceva la canzone, allora piango
il fatto è che non ho mai fumato
avessi imparato due tiri li farei.

 

© gianni montieri


Se scrivi di noi possiamo chiederti una cosa?

Alla mia destra, al momento, mucche. Diosanto. E queste da dove saltano fuori? Una cinquantina di deliziose mucche pezzate, tipo peluche ma più in carne.

Un mio pezzo uscito ieri su Poetarum Silva

Poetarum Silva

parigi 2010 - foto gm Se scrivi di noi possiamo chiederti una cosa?

 

Siamo fermi per imprecisate cause tecniche o, forse, per problemi di circolazione, o, magari, per un guasto alla linea, da quasi mezzora. A Romano, ma prima eravamo a Treviglio. Quello che vedo fuori dal finestrino del treno, da un bel pezzo, è un supermercato Lidl. Un ragazzo, avrà una ventina d’anni e indossa una maglietta dei Nirvana (tutto è probabilmente finito prima che lui nascesse), continua a telefonare a qualcuno. Ripete che non sa quando arriverà a Padova. Riaggancia, richiama (la stessa o un’altra persona?), dice qualcosa di vago, ma soprattutto ripete come un mantra che non sa quando arriverà a Padova. Tre, quattro, cinque volte di fila. Poi mi guarda. No ragazzo, con maglietta gruppo grunge che ascoltavo quando tu non c’èri, nemmeno io so quando arriveremo a Padova. Ammesso che Padova esista ancora quando ci arriveremo. Non so nemmeno…

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Milano, ore 19 e 30 (da ipoetisonovivi)

montieri

Una poesia a lunga conservazione di ormai 4 anni fa, oggi qui:

 

ipoetisonovivi


Trama calcistica Asintattica

Trameacalcisticha Asintattica


Non l’ho guardata per scelta tecnica

Non l’ho guardata per scelta tecnica – il mio Parma – Napoli


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