Lettere aperte al fronte brasiliano #37

parigi 2012 - gm
Ho sognato Sampa stanotte, credo
o spero fosse lei. Vedevo i palazzi
alti che mi hai descritto, guardavo
le nostre schiene camminare
sull’asfalto del Brasile, andare
a passo fluido in una musica
nuova che non sembrava Samba
e che non era Tango, era musica
nostra soltanto, un violino
malinconico suonato fuori scena
un ritmo battuto in cuore
in campo lungo sudamericano.

***
(inediti 2013 -gm)

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