Archivi del mese: agosto 2013

Sampa

foto gm

La Madonna viola ha un pugnale nel petto
più sotto una dark scatta una fotografia
il metallo della lama, degli anelli, dei piercing
tra i banchi un uomo prega al cellulare
la schiena di un Cristo, palme sulle braccia
trans in borghese fanno spesa al market
ragazzini crackati la fanno tra la spazzatura

eccoli dormire ripiegati sotto le luci di Sampa
città infinite – una dentro l’altra –
sottoterra cinque linee della metropolitana
e una più sottile di candele accese
rosario che divide la vita dalla morte.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #58

biennale arte - foto gm

Smettere infine tutte le parole
nel tempo in cui non bastano
più e raggiungerlo il fronte
di confine in confine, di stella
in stella, fino a tutti quanti
i Sudamerica immaginati
stando  a braccia sguainate
come quando si va in battaglia
sorrisi schierati a fior di labbra.

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(inediti – 2013 gm)

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Lettere aperte al fronte basiliano #57

biennale architettura - 2010
Escludere tutti i tramonti, sul serio
non vederne, non trovarsi all’aperto
in prossimità dell’orario in cui il sole
cala. Preferire le albe, tutte quante
le mie che venivano un po’ prima
le tue a seguire da un buio all’altro,
il tuo mattino districato, disperso,
ricomposto in coda al mio.


Lettere aperte al fronte brasiliano #56

parigi 2012 - gm
Arriverò in definitiva, in volo,
come si conviene, dall’alto
l’Oceano non ha un colore
definito, appare piatto
come il piano padano
ma più veloce, profondo
liquido dove mi sciolgo.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #55

venezia - gm

Tutto prende a svanire, le case
e più piano i colori, si sottraggono
alla vista il parco, il quartiere
l’occhio comincia a respirare
si fa ampia la gittata dello sguardo
della bracciata, è acqua Milano
mi tuffo, scompaio, riemergo
tocco il bordo, la tua mano.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #54

parigi 2012 - gm
Mi preparo non so bene a quale clima
l’inverno chiaro, ma chi può dirlo
le temperature oscillano parecchio
mi hai detto, allora prendo poco
o tanto, i jeans se dio vuole
che invenzione, e per non sbagliare
per trovarti rapidamente, manica
corta, lunga, che il cotone sia con me
che il tempo mi assista, che acceleri
faccia di questi pochi giorni un’ora.

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(inediti 2013 -gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #53

Biennale arte 2011 -gm

Se moriamo il nome è sulle braccia
l’hanno scritto insieme al numero
di telefono, elicotteri fanno fuoco
sulla folla. Oggi non è domenica
per nessuno, è un lunedì lanciato
in loop all’infinito, come una paura
un temporale che dura una vita
e grandina sulla pelle della gente.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #52

parigi 2012 - gm
Si assottigliano i venerdì, esigui
sono i sabato, non esistono
più (non ne hanno motivo)
le domeniche, così si prende
a partire togliendo il superfluo
spogliando il tempo dalle ore
l’amore dai vestiti.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #51

parigi 2012 - gm
Chi lavora non c’entra più niente
con questa città, hanno preso Milano
le hanno creato sopra un sogno
che non le compete né le interessa
ora sappiamo che è irraggiungibile
patina e perline, eventi e lustrini
e la porta aperta sull’Europa
che non ha varcato. L’angolo
Parigi, l’angolo Berlino, nei cerchi
di Milano la gente si è perduta.

Chi torna a casa la sera va verso
un posto che non conosce
venendo da un altro che non sa.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #50

berlino 2011 -gm

Ti dico alcune cose che ho sognato:
Il Doctor House mi seguiva su Twitter
in Egitto nessuno sparava sulla folla
non c’erano morti, in questo paese
non c’erano grazie da concedere
a evasori fiscali. L’ultimo riguardava
un’ecatombe di zanzare.

Sono tutti sogni, immagini, cose
ma in questa poesia di Ferragosto
volevo dirti di un avvenimento
solitudine percepita, mancanza.

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(inediti 2013 – gm)


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