Archivi del mese: luglio 2013

Lettere aperte al fronte brasiliano #35

parigi 2010 -gm

Attraversarla la Pellegrino Rossi
salire verso il giornalaio il sabato,
la domenica mattina, tirare dritto
leggere i quotidiani nel weekend
è un rituale e un rituale prevede
gesti, componenti, luoghi, istanti
che si ripetano. Gli inserti culturali
torneranno a loro tempo, poco
prima che faccia freddo, quando
le tazze con il tè, le poltrone sotto
le finestre, noi sopra le poltrone,
tutto sarà dove deve stare, a casa.

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(inediti 2013 – gm)

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Lettere aperte al fronte brasiliano #34

biennale arch. 2010 - gm

Il passero che becca le mie briciole
ha capito a cosa serve un davanzale
dopo vola via chissà in quale direzione
lo seguo dalla finestra e non so mai
se il suo destino sia a Est, Ovest, altro,
per quanto mi riguarda, per la rotta
tengo in tasca una carta d’imbarco
né fila, né posto, soltanto un nome.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #33

foto gm

In Cina è ricomparso un villaggio
questa è la notizia: sprofondato
per un terremoto, riemerso adesso
per un’inondazione. Grandi numeri
l’unica legge applicata  a quella terra
sterminata, tutto è immenso, così
sciagura arriva e cancella, così
sciagura scherzo di natura torna
e riporta a galla muri vissuti
case senza memoria, statistica.

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(inediti 2013 -gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #32

parigi 2010 - foto gm

Creo scompiglio, sposto le cose
a caso, il mio insopportabile
ordine dei fattori domestico
dettato soltanto dalla pigrizia
ecco le tue scarpe, le prendo
le dispongo come soldatini
sul parquet, mi accerchiano
mi siedo a gambe incrociate
le guardo, rido, mi arrendo.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #31

parigi 2010 - gm

Con la sera arriva il conforto
della musica, il rock prima
che venga il buio, rimanda
il silenzio alla decenza
di un’ora tarda, più tollerabile
The National in ascolto
canzoni che scivolano
colme di tristezza e calma
bellezza che non fa male.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #30

parigi 2012 - gm

E mi sembrano stanchi ogni giorno
di più, appoggiati alle porte, disposti
lungo le banchine, uomini donne
tutta la vita che li guardo in viso
che mi chiedo dove la loro bici
parcheggiata, il bimbo all’asilo,
dove la stanchezza, la speranza,
scendono alla prossima fermata
li dimentico, chiudo gli occhi
o leggo, accomodo un’altra sera
a questa vita, a questo ritorno.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #29

parigi 2012 - gm

 

Stasera è Cormack McCarthy che viene
a tendermi la mano, l’acciaio della prosa
meravigliosa, l’incendio dei paesaggi
tormento e salvezza sono le parole
la maniera che conosco di pregare
poterti citare una frase, un passaggio

la Letteratura prima ancora dell’aereo
consente il volo, riduce la distanza.

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(inediti 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #28

parigi 2010 - foto gm

Scorre comunque quest’acqua
l’adagio rallentato delle ore certe
non può evitare di suonare, passare
presto sarà tempo di sentire le mani,
schiudere le labbra in un morbido
atterraggio, di scostarti i capelli.

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(inediti 2013 – gm)

 


Lettere aperte al fronte brasiliano #27

parigi 2012 - gm

L’assenza reiterata del respiro
di Milano, dove si è assopita,
nascosta la città, penso a Lotto,
a Greco, a Bignami nuovo capolinea,
o sono io che lo trattengo mentre
mi dico che Lilla è  colore di fiore
piantato tra una fermata e l’altra
steso sopra il ferro dei binari.

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(inediti – 2013 – gm)


Lettere aperte al fronte brasiliano #26

parigi 2012 - foto gm

Quindi sono entrato nella Cattedrale
il nuovo Superstore dell’Esselunga
l’immenso spazio tra l’ingresso
e gli scaffali è il raccoglimento
tutto è nuovo, non so a che scaffale
votarmi, mi piacerebbe uscire
senza comprare nulla, i biscotti
sono un chilometro più in là
misuro la distanza a grandi passi
quante Cattedrali, quali scaffali
da Affori Centro al Brasile?

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(inediti 2013 – gm)


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