Lettere aperte al fronte uruguaiano #3

biennale architettura 2010 -foto gm

Di schiena guardando il mare grigio
dell’inverno uruguaiano, del giorno corto
del tuo giubbotto di pelle che è memoria
viva come gli occhi tuoi fissi alla linea
d’acqua che separa, allunga e accorcia
come i pensieri rapidi, come il caffè
che bevo allo Scala e ti scorgo riflessa
appena sopra il cartellone Calzedonia
nel vetro del tram che passa davanti.

***

(inediti 2013 – gm)

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