Buon compleanno David

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Buon compleanno David

E io che ti avrei preso anche i dolci. No, non una di quelle robe americane che avresti preferito tu. Avrei scelto un dolce italiano, uno delle mie parti. La pastiera, un vassoio di sfogliatelle. Sui dolci mi sento ancora di azzardare la parola: Italiano. Certo, mi avresti detto, in un lunghissimo, geniale, periodo, con una perfetta sintassi, che non c’è alcun modo possibile per mettere cinquanta candeline su una sfogliatella. Ma su cinquanta sì, vecchio mio. Te ne avrei prese cinquanta, dalla migliore pasticceria di Napoli. Poi ti avrei impedito di berci su una delle tue Dr Pepper. Per favore Dave, ‘ncopp ‘a sfugliatella minimo ci vuole un liquore da dolce, uno spumante come si deve. A volte penso, quanto ci saresti stato bene a Napoli tu. Subito dopo mi correggo, e mi dico che Napoli ti avrebbe mandato fuori di testa. Tu forse mi avresti risposto che non sono i posti e che non sono le persone, che quello che ti manda fuori di testa è quello che sta dentro la tua testa. Tutto quello che entra ed esce da lì. Tutto quello che non riesci a contenere, il fiume di idee, di pensieri, che nemmeno in duemila pagine di scrittura riuscivi a far stare. Dicevi che non si può condensare quel che passa nella mente, in un minuto, perché passano poco meno di cento pensieri in quei sessanta secondi. Ti voglio bene sai? Non credo d’avertelo mai detto. Non ti ho mai detto nemmeno di non aver mai scritto nulla sui tuoi libri. Non mi sono mai sentito all’altezza. Ora lo farò, lo farò proprio con “Il re pallido”, il libro che è tuo per metà, così farò meno fatica per esserne degno. Oggi c’è il sole e, dopo settimane, si è alzata la temperatura, mi pare un buon giorno per festeggiare. Che poi mica lo so se a te piaceva festeggiare i compleanni, ma se ci rifletto, dico di sì. Stavi lì con tua moglie, i tuoi cani, i tuoi genitori, forse tua sorella. La torta e i tuoi duemila pensieri. Le tue pillole. Una telefonata con Franzen ( a proposito a me “Libertà” non ha entusiasmato, non dirglielo, capita) o con Dave Eggers per gli auguri, poi tu che tornavi a scrivere. Le note, gli appunti, le tue infinite correzioni, l’incubo delle ripetizioni. Quanto ti voglio bene David, da non crederci. Sai che c’è gente che si è appassionata al tennis dopo aver letto il tuo saggio su Federer? Tanto per dirne una. Ho desiderato essere uno di quegli studenti cui facesti il famoso discorso “Questa è l’acqua”. Lo desidero ancora. Più di tutto, però, avrei fatto due cose con te: una passeggiata a Via Caracciolo per vedere quanti pensieri avresti spedito in mare e un viaggio in macchina lungo gli States, percorrendo quelle strade infinite che avete solo voi. Io ti avrei spiegato il caffè, il mare, il traffico, i clacson suonati troppo spesso e ti avrei detto che un posto uguale a Napoli non c’è. Tu mi avresti interrotto mille volte con altrettante domande alle quali non avrei saputo rispondere, rimanendo incantato. Ti avrei abbracciato David, davanti a uno di quei Motel sperduti sulle Highway e ti avrei detto grazie. Mille volte grazie.

Gianni Montieri (21/02/2012)

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2 responses to “Buon compleanno David

  • monica santoro

    arrivata alle tue parole tramite anna maria curci. spesso viene anche a me di dire grazie, per le tue cose scritte.
    bellissimo, metti il caso le poste a volte.
    quando certe “italianità”, tra troisi e un ampio arco di letteratura più propriamente detta, fanno pensare: ecco. e mente e cuore sorridono all’unisono. ms

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